ma dio vuol davvero bene a tutti? a tutti tutti tutti nello stesso modo? anche a un gargantua e pantagruele come me?
una cosa pazzesca insomma, se nemmeno la nutella è riuscita a distogliermi dalle mie manie di scrittura compulsiva e perfezionista.
no: lei non ci è riuscita. anzi, mentre la assaporavo mi dicevo: se ho bisogno di te in quantità industriali quando in momenti non sospetti quasi mi disgusti questo significa che sono davvero ai minimi storici.
e mi sono sentita in colpa. mi sono sentita in colpa pensando a quando esporrò le mie stanche e sfatte membra al sole estivo e delle persone innocenti saranno costrette ad assistere allo spettacolo di questo mastodonte affetto da sindrome nestlè grufolare pesantemente nella sabbia. quando nemmeno gli animalisti ci troveranno niente di pietoso, e il mio non sarà invocato come l’ennesimo caso di cetaceo arenato sulla battigia ma semplicemente come un esempio di alimentazione incontrollata che farà piombare altre decine di ragazze nel baratro dell’anoressia. perché diciamocelo chi mai vorrebbe ridursi come me: un ibrido tra un celenterato gelatinoso, cioè una medusa, e un mammifero marino per giunta ricoperto di peli e dotato della terribile capacità di riprodursi e generare ulteriori beffe della natura.
perché per noi ragazze anni duemila è importante sentirci volute bene eh, e forse lo era anche per gli operai bolscevichi, che ne sai. forse i loro doppi turni e scampagnate domenicali in miniera erano un modo per conquistarsi l’affetto di qualche burbero ometto baffuto, un po’ come il senso delle mie ciglia finte.
in fin dei conti si tratta di strategie.
solo quando tutto manca e le tattiche falliscono completamente e nemmeno più le combinazioni numeriche che ti vende teleteenager valgono a qualcosa, allora interviene la nutella, ma solo allora va interpellata. perché quando assapori il primo cucchiaio di nutella è come imboccare il miglio verde. tu la mangi e improvvisamente ti vedi diventare grande, grossa, nera e incolpevole come johncoffey con il baratro dell’obesità che ti si spalanca davanti come le braccia tremolanti di quel boia di tom hanks.
sì, in effetti la nutella a volte può avere delle conseguenze devastanti sull’autostima di una donna. devastanti nei termini in cui un’esposizione prolungata ai dibattiti televisivi di daria bignardi e alle interviste postfemministe di irene pivetti determina un accostamento immediato del significante nutella al significato depressione/alienazione, il che ci fa precipitare nell’autocommiserazione sulla base di una pura associazione di idee.
è tutta questione di predisposizione alla fine; quando mai la nutella si è mangiata solo per carenza d’affetto, ma a noi ragazze anniduemila piace tanto lamentarci. questo è vero dai.
fatto sta che la contropartita scientifica di tali viaggi dell’immaginazione e flussi di coscienza è una e una sola: l’aumento di peso.
io che non sono una sportiva dopo i baccanali di stasera non avrò il coraggio di pesarmi per una settimana, ma anche chi svolge regolarmente attività fisica, come consigliano gli esperti in televisione – gli stessi che poi lasciano la parola a quella boa immota dotata di braccia e gambe che è giampiero galeazzi – anche i palestrati, dicevo, sanno che smaltire una svaria di grammi di nutella non è facile.
quel barattolino profumato rappresenta l’anatema di qualsiasi salutista. lui da solo racchiude il fabbisogno mensile di intere generazioni di maratoneti somali e io ne ho ingurgitato una sana metà da sola nel giro di pochi minuti.
prevedo giorni di agonia in cui circumnavigherò la bilancia con l’attenzione di un artificiere a marzabotto ma stasera mi rimane solo una cosa da fare: guardarmi allo specchio e ripetere ai miei cuscinetti e maniglie dell’amore che lassù qualcuno ci ama.

4 commenti:
aoh, a me fai ridere. nel senso buono: trovo che i paragoni che fai siano brillanti. in ogni caso sì, sei a pezzi, e sì, vedi luce ma sei occupatissima a fare altro (tipo far finta di non vederla).
questo pezzo è buono, buonissimo, tra i migliori, anche se a un certo punto ha una "paperizzazione" abbastanza evidente, segno che non solo la nutella, ma nemmeno il tuo blog riescano a distrarti. too bad.
curioso poi come io sembri un tuo grillo parlante, o un marito saggio che ti conosce e accetta, anche se si arrabbia quando parli male di te.
in ogni caso t'ho detto. traducimi in latino "prima che la sindrome da piano quinquennale entri nel tuo corpo e tu muoia di stanchezza riempiti lo stomaco di nutella." che me lo tatuo come angelina, sulla parte bassa della panza. tanto c'ho spazio, come sai.
ché mentre tu ti sfondavi di nutella, io stavo invece pagando a caro prezzo un enorme barattolo di haagen dasz, all'insegna dello sfacelo planetario (che spero arrivi prima che io debba mettermi addosso cose più leggere di una felpa oversize).
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Ma quante menate!mangia la nutella e basta!non ha mai fatto male a nessuno...
come sempre ci regali perle da antologia, o meglio: fiori da antologia. cito (ancora una volta) per il solo gusto di illudermi di averlo scritto un po' anche io: "il fabbisogno mensile di intere generazioni di maratoneti somali".
applausi.
e ovazione stante.
ps- ho eliminato per sbaglio questo stesso commento per ben due volte qualche minuto fa: mistero svelato per quanto riguarda il fenomeno dei commenti cancellati dall'autore, ma mistero fittissimo per quanto riguarda il motivo di tutto ciò.
ma l'orario dei commenti è ben 8 ore in ritardo... eh insomma!
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