martedì 6 marzo 2007

colonello bonelli sono nelle tue mani

e.: oh vai qua [segue link], ci sono le foto dei tipi che fanno i tuffi a mergellina

f.: stai rosicando eh?

e.: anche no, sto rosicando che domani piove però. a bestia. ho visto le previsioni: pioverà fino a sabato

f.: quello che si chiama il colpo di coda dell'inverno, ma dai che ormai è passato, siamo praticamente già in primavera.



mmmm non so: siamo già in primavera?

la settimana scorsa avrei detto di no, poi domenica invece sì.

quando ho aperto i miei regali e quantomai gonfi occhietti erano le tre e mezza: mi sono trascinata in cucina sfranta dal peso del mio enorme fondoschiena e ho visto la luce. capirete che dopo giorni di pioggia e una nottata appena trascorsa che, causa elevato tasso alcolico, mi è sembrata a dir poco infinita, tutto quel sole mi ha fatto quasi strano.
difatti lo spettacolo che si presentava fuori al balcone di casa rastiki era tutt'altro che il solito tappetino nordico con prevalenza di colori grigio topo/grigio antracite con cui avevo imparato a familiarizzare neglio ultimi mesi. era piuttosto la visione di un mondo felice incorniciato tra un paio di eccitanti pali della luce, la facciata gialla del palazzo di fronte, qualche alberello coraggioso e molto verde, uccellini nascosti che però sentivo distintamente cinguettare e addirittura un vesuvio in lontananza.

di fronte a tanta vita, io, con il mio pigiama rosa a strisce, la felpa con le maniche mangiate e gli occhi abboffati mi sono sentita un momento zombesca, un pò lazzaro all'uscita dalla tomba, un pò orfeo quando perde euridice, un pò tutte queste figure mitologiche a metà strada tra questo mondo e quell'altro insomma. se fosse stato un film un angioletto avvolto in tulli e stelline mi sarebbe comparso sulla spalla per dirmi: orsù, riprenditi dallo sfattume ed esci a prendere una boccata di aria pulita; basta bagordi notturni! il sole è tutta vita!

in effetti me lo sono detto anche un pò da sola mentre scostavo la tenda e osservavo la primavera espandersi oltre la cortina creata dalla zanzariera-rastiki, ma tutto quello che sono riuscita a fare, oltre a non cadere preda dei postumi notturni, è stato spalmarmi contro il vetro e sentire un'ondata di pericolosa romanticheria sorgere dalle mie alquanto scosse viscere.

e tutto questo shock perchè d'inverno uno il sole non deve mai vederlo nonostante abiti a napoli che oltre al mandolino e al pino mediterraneo (e a pino mauro, mettiamoci anche lui) dovrebbe appunto avere il sole.

beh io sto sole, quello vero, bello, luminoso, col cielo azzurrissimo dietro l'ho visto finalmente domenica ed ero tutta contenta, mi sentivo già proiettata in estate. l'entusiasmo era tale che io e rastiki paventavamo niente di meno che di metterci a dieta pur di trovare una scusa per riesumare i nostri succinti costumini.
si era deciso basta patatine, basta danette al cioccolato fondente: solo cibi verdi e corse al parco.

se non fossero state le quattro e mezza quando ho concluso la mia sontuosa colazione a base di cucchiaiate su cucchiaiate di special k (che sono dietetici eh) mi sarei volentieri messa in macchina per andare a miseno, ma ho dovuto rinunciare e mi sono detta vabèsenonèoggièinsettimana.
e così ieri sono tornata tutta contenta a casa progettando mattinate di studio al virgiliano e poi oggi vado a controllare il meteo e mi prevede acquazzoni domani, dopodomani, venerdì e sabato!?
cioè che genere di ricompensa è mai questa per la mia buona volontà?!
avevo parlato di STUDIO in spiaggia, mica altro; mica abbronzarmi o fare il bagno o giocare a pallone! nonono solo studio...


inoltre speravo nella complicità degli astri per esprimere per bene la mia regressione adolescenziale.
ascoltare i champion in macchina guidando verso la spiaggia fa molto più nostalgia californiana che non farlo seduta davanti al computer mentre studio i millepiani di gilles deleuze.
è che io voglio proprio tornare ai quindici anni ma come faccio senza una mano dal cielo? già i miei amici non sarebbero molto d'accordo a rotolarsi di nuovo con me tra i chewin gum sputati sotto la banca a piazza vanvitelli, nè a ubriacarsi col metanolo della vineria dietro l'angolo,nè a fumare buste d'erba di nascosto sulle scale del petraio; se poi alla solitudine che si accompagna a questa sindrome di peter pan si aggiunge anche la pioggia, la nebbia e il freddo il mio piano è destinato a fallire miseramente e rendere me una donna tapina.

che sia il caso di comprare qualche rivista? non so una top girl.

no, non serve. dice :f: che sta tutto nell'avere la patente...e nel ricordarsi che prima di arrivare a trenta devo ancora passare per il ventisette, il ventotto e il ventinove.

eh. facile :f:, MOLTOfacile guarda!

come si fa a non deprimersi quando quelle due cifre di cui la seconda è uno ZERO che non ha per niente quel sapore entusiastico di rivincita e speranza di quando invece si accompagna a un DUE incedono verso di te con passo marziale; dico come si fa a non farsela prendere a male?!

si fa come quando si vedono le previsioni del tempo che ti paventano quattro giorni di pioggia torrenziale e tu continui a vederci dentro la manina dell'inverno che ti fa ciao ciao. ecco come si fa.
si fa che vedi questo bicchiere con su stampata la faccia del colonnello bonelli mezzo pieno anzichè mezzo vuoto e per una volta molli un calcio in culo a quel maledetto criceto che si chiama la jella da solo e ti godi la tua discreta giornata di cielo coperto senza sentirti uno straccio bagnato o alternativamente, quando soffia l'emovento da nord est, un pulcino intirizzito.

Nessun commento: