bene, direi che siamo al punto di partenza. sono di nuovo insonne.
sono le ore 2:14 antimeridiane e io sono sveglia, arzilla come una neopensionata all'uscita dalla prima lezione di acquagym.
lunghe ed estenuanti giornate si stanno succedendo senza che io abbia la minima idea di quali cavolo di assurde situazioni stiano nascendo. e benchè io sia ben felice di essere stata in grado di mettere una pietra tombale sul pensiero del maratoneta, invertendo miracolosamente la rotta suicida intrapresa dal criceto in questi tre mesi e mezzo, è pur vero che l'ormone mi traghetta verso altri lidi che sono, se possibile, ancora più pericolosi.
certo io sono una donnina intraprendente e non mi faccio spaventare dalle difficoltà, ma devo ammettere con me stessa, riuscendo a convincere in qualche modo anche il criceto, che ci sono alcune situazioni che sono davvero al di fuori della mia portata. situazioni che hanno un potenziale catastrofico pari a quello della bomba di hiroshima e che io devo assolutamente e improrogabilmente impedire. sebbene a malincuore.
g. ha centrato il problema quando, sulla via di casa, mi ha scritto un messaggio invitandomi all'esercizio della temperanza. due righe in cui diceva: fa la brava. e aveva ragione perchè g. sa, senza bisogno per questo motivo di conoscermi poi così a fondo, che dietro la frantica attività del roditore ospite del mio cervello, c'è una sorta di incapacità congenita a frenarmi in tempo per evitare lo scoppio di una tragedia come quella che potrebbe avvernire se io, per una volta, non stessi facendo la persona adulta.
rastiki dice che questa volta non è colpa mia ma del destino che ha tramato contro di me.
lei dice che gli uomini si dividono in due grandi categorie: gli intraprendenti e i dormienti ma che in alcuni casi gli uni o gli altri possono migrare verso una terza categoria che è quella degli impediti, paraplegici del sentimento che pur volendo non possono, per cause di forza maggiore, seguire il proprio cuore.
ora è chiaro che si sta generalizzando come è altrettanto chiaro che qui si stanno facendo i conti senza l'oste nel senso che rastiki cerca semplicemente di tirarmi un pò su il morale senza aver interpellato nessun'altro, menchè meno la persona in questione, ma a volte fare di tutta un'erba un fascio, come mi rimproverava stasera a.x., aiuta a prendere decisioni controverse senza per questo perdere la fiducia in se stessi.
perchè in realtà che si tratti di mr. esigenza, del maratoneta o di chiunque altro, quello che continua a far correre disperatamente il mio criceto è, oltre all'ormone, che impera su qualsiasi altra sostanza chimica prodotta in questo momento dal mio organismo, una sorta di totale sfiducia nelle mie potenzialità di individuo singolo, singolo nel senso di " estraneo alla coppia".
adesso non vorrei lanciarmi in elucubrazioni da dieci lire, o peggio ancora marzullate dell'ultim'ora, ma c'è stato qualcuno prima di me che ha parlato di una mancanza congenita all'individuo, una specie di ricerca disperata di qualcosa che a un certo punto della nostra vita ci è stato sottratto, e per quanto io detesti questa persona, che poi è uno psichiatra, forse forse devo cominciare a pensare che avesse ragione.
altrimenti come si spiega il fatto che io a quest'ora dopo una giornata estenuante in cui il mio corpo ha prodotto liquidi sotto forma di sudore in quantità industriali, io ancora non ho sonno? e non ho sonno perchè sto pensando a qualcuno, a una persona qualsiasi, a una situazione qualsiasi non certo a chissà quali insormontabili problemi che fortunatamente non ho.
io ho decisamente voglia di complicarmi la vita! cazzo ho passato una serata tranquilla con le mie amichette al jappo e pure sono stata capace di intossicarmela a un certo punto.
qua mi sa che mi salveranno soltanto le martellate nelle tempie, oppure la solita lobotomia frontale se non inverto immediatamente la rotta e la smetto di farmi i pipponi inutili.
qua non ci sta trippa per gatti - a meno che non scelga di abbandonarmi alle avance dello sfigato di turno che, esibendo senza vergogna una camicia turchina, mi si para davanti e cerca di abbordarmi fingendo che sia sua nipote, implicandi inquietanti retroscena incestuosi. qua non ci sta trippa per gatti e questo non ha mai ucciso nessuno.
domani si va al mare!!!
e forse forse tra un paio di settimane si cambia casa, perchè non atterrare quel maledetto criceto?
cazzo ma dov'è andata a finire la pollyanna che era in me? l'ottimismo amiche, lui, l'ottimismo, va coltivato, però sta botta - di vita- se arrivasse ci darebbe una grande mano.
sono le ore 2:14 antimeridiane e io sono sveglia, arzilla come una neopensionata all'uscita dalla prima lezione di acquagym.
lunghe ed estenuanti giornate si stanno succedendo senza che io abbia la minima idea di quali cavolo di assurde situazioni stiano nascendo. e benchè io sia ben felice di essere stata in grado di mettere una pietra tombale sul pensiero del maratoneta, invertendo miracolosamente la rotta suicida intrapresa dal criceto in questi tre mesi e mezzo, è pur vero che l'ormone mi traghetta verso altri lidi che sono, se possibile, ancora più pericolosi.
certo io sono una donnina intraprendente e non mi faccio spaventare dalle difficoltà, ma devo ammettere con me stessa, riuscendo a convincere in qualche modo anche il criceto, che ci sono alcune situazioni che sono davvero al di fuori della mia portata. situazioni che hanno un potenziale catastrofico pari a quello della bomba di hiroshima e che io devo assolutamente e improrogabilmente impedire. sebbene a malincuore.
g. ha centrato il problema quando, sulla via di casa, mi ha scritto un messaggio invitandomi all'esercizio della temperanza. due righe in cui diceva: fa la brava. e aveva ragione perchè g. sa, senza bisogno per questo motivo di conoscermi poi così a fondo, che dietro la frantica attività del roditore ospite del mio cervello, c'è una sorta di incapacità congenita a frenarmi in tempo per evitare lo scoppio di una tragedia come quella che potrebbe avvernire se io, per una volta, non stessi facendo la persona adulta.
rastiki dice che questa volta non è colpa mia ma del destino che ha tramato contro di me.
lei dice che gli uomini si dividono in due grandi categorie: gli intraprendenti e i dormienti ma che in alcuni casi gli uni o gli altri possono migrare verso una terza categoria che è quella degli impediti, paraplegici del sentimento che pur volendo non possono, per cause di forza maggiore, seguire il proprio cuore.
ora è chiaro che si sta generalizzando come è altrettanto chiaro che qui si stanno facendo i conti senza l'oste nel senso che rastiki cerca semplicemente di tirarmi un pò su il morale senza aver interpellato nessun'altro, menchè meno la persona in questione, ma a volte fare di tutta un'erba un fascio, come mi rimproverava stasera a.x., aiuta a prendere decisioni controverse senza per questo perdere la fiducia in se stessi.
perchè in realtà che si tratti di mr. esigenza, del maratoneta o di chiunque altro, quello che continua a far correre disperatamente il mio criceto è, oltre all'ormone, che impera su qualsiasi altra sostanza chimica prodotta in questo momento dal mio organismo, una sorta di totale sfiducia nelle mie potenzialità di individuo singolo, singolo nel senso di " estraneo alla coppia".
adesso non vorrei lanciarmi in elucubrazioni da dieci lire, o peggio ancora marzullate dell'ultim'ora, ma c'è stato qualcuno prima di me che ha parlato di una mancanza congenita all'individuo, una specie di ricerca disperata di qualcosa che a un certo punto della nostra vita ci è stato sottratto, e per quanto io detesti questa persona, che poi è uno psichiatra, forse forse devo cominciare a pensare che avesse ragione.
altrimenti come si spiega il fatto che io a quest'ora dopo una giornata estenuante in cui il mio corpo ha prodotto liquidi sotto forma di sudore in quantità industriali, io ancora non ho sonno? e non ho sonno perchè sto pensando a qualcuno, a una persona qualsiasi, a una situazione qualsiasi non certo a chissà quali insormontabili problemi che fortunatamente non ho.
io ho decisamente voglia di complicarmi la vita! cazzo ho passato una serata tranquilla con le mie amichette al jappo e pure sono stata capace di intossicarmela a un certo punto.
qua mi sa che mi salveranno soltanto le martellate nelle tempie, oppure la solita lobotomia frontale se non inverto immediatamente la rotta e la smetto di farmi i pipponi inutili.
qua non ci sta trippa per gatti - a meno che non scelga di abbandonarmi alle avance dello sfigato di turno che, esibendo senza vergogna una camicia turchina, mi si para davanti e cerca di abbordarmi fingendo che sia sua nipote, implicandi inquietanti retroscena incestuosi. qua non ci sta trippa per gatti e questo non ha mai ucciso nessuno.
domani si va al mare!!!
e forse forse tra un paio di settimane si cambia casa, perchè non atterrare quel maledetto criceto?
cazzo ma dov'è andata a finire la pollyanna che era in me? l'ottimismo amiche, lui, l'ottimismo, va coltivato, però sta botta - di vita- se arrivasse ci darebbe una grande mano.
