mercoledì 11 aprile 2007

le stagioni sono ancora quattro e io stasera sono di emo da far vergogna


io sono una che crede molto ai segni.

in periodi di crisi - ovvero il 90% della mia esistenza fino a questo momento - i segni mi aiutano a prendere decisioni importanti.
sapete, i segni sono quelle manifestazioni casuali di cose, persone, animali o parole, che sembrano capitare ad hoc per parlarti e risolvere i tuoi problemi.
è evidente che bisogna avere una sensibilità particolare per carpire il loro messaggio; non è che i segni si trovino lì a offrire soluzioni universali, ma è proprio questo il bello, perchè quando chiunque non ci troverebbe niente di singolare in quel cartellone pubblicitario che giace dimenticato all'angolo della strada di quartiere, tu invece ci leggi tutto un discorso, ci ritrovi un percorso utile per uscire dall'empasse nel quale sei bloccato.

qualche giorno fa non avrei detto che questo era un periodo di crisi, ma è anche vero che qualche giorno fa io davo per scontato che il criceto fosse bello che in letargo.
ma avevo sottovalutato il fatto che la legge di murphy si accanisce su di me con la foga di un piranha affamato. per un momento avevo voluto sentirmi ottimista.

in effetti invece, io sono in crisi, e tutto per colpa del signor esigenza o mr. esigenza, come dir si voglia.
io sono in crisi e alla ricerca di un segno che mi suggerisca esattamente cosa fare, perchè io non ne ho la più pallida idea.

mentre mi infilavo il pigiama dopo l'ennesima serata passata fuori casa e questa volta nelle immediate vicinanze del personaggio di cui sopra, mi dicevo che ho bisogno di un abbigliamento adeguato per i mezzi tempi.
in fin dei conti siamo in primavera inoltrata e io comincio a provare una certa insofferenza per i maglioncini e i cappottini imbottiti dell'inverno, eppure allo stesso tempo non mi sento ancora pronta per sbracciarmi o peggio ancora denudarmi indossando le beneamate micro magliette estive.
ma se rovisto nei miei cassetti mi rendo conto di non avere niente che vada bene per ovviare al non troppo freddo e non troppo torrido di questo mite aprile.

è chiaro che le stagioni non sono solo un contenitore, e se penso al clima mi viene da dire che non c'è cosa più sbagliata di quei luoghi comuni che dicono che le mezze stagioni non esistono più.
questa è una sonora idiozia: le mezze stagioni esistono e io ne sto subendo le conseguenze.
perchè se le mezze stagioni rappresentano una fase di transizione e preparazione, io posso confermare che esistono ancora e che nel mio caso specifico mi stanno velocemente allenando ad affrontare una ennesima disfatta ad opera del bello e impossibile che a questo punto non ho nemmeno bisogno di nominare.

stasera mr. esigenza era di nuovo nei paraggi e questa volta non c'è stato bisogno di rizzare le antennine per captare la sua presenza: ho raccolto informazioni di prima mano sui suoi spostamenti e ho deciso di andargli comunque incontro con la dignità di una persona che è maturata e ha superato la delusione del suo ultimo, inesorabile rifiuto.

ebbene io ho fatto ricorso a tutte le mie capacità di dissimulazione per interagire civilmente con lui e sono andata anche bene. devo dire che ero piuttosto soddisfatta di me stessa mentre mi mettevo in macchina per tornare a casa (pregando che i carabinieri non mi fermassero perchè mi avrebbero ritirato la patente e multato per centinaia di euro visto il tasso alcolico che ho nel sangue).
ma allora come spiegare il fatto che, non fosse stato altro che erano quasi le tre del mattino, io ho pensato, e seriamente, di fermarmi e aspettarlo sotto casa per parlargli?
mentre guidavo ho pensato ora mi fermo e aspetto che torni. sapevo che l'avrebbe fatto a mmomenti.
e no, non gli avrei parlato, ma probabilmente avrei sbattuto forte le mie ciglia ipertruccate per poi occupare il suo spazio vitale e baciarlo fino all'asfissia.

sì che lo avrei fatto, e meno male che non avevo bevuto fino a quel punto.

così ho bypassato il suo palazzo panoramico e sono tornata mestamente al mio, molto più umile condominio residenziale.

ho infilato la chiave nel portone e sono incappata in un volantino pubblicitario che mi domandava tutto in maiuscolo: sei pronta ad affrontare la sfida?
io l'ho guardato attentamente e poi mi sono detta adesso ci scrivo un blog.

perchè quella domanda è il mio segno della giornata. che non risolve niente ma mi aiuta ugualmente a focalizzare il punto della situazione.
che con mr. esigenza sia soltanto competizione?
se ripenso a come ho rabbiosamente superato la sua vettura tornando a casa, schiacciando l'accelleratore con tutta la forza che potevo, manco mi aspettassi che la nuvola tossica sprigionata dalla mia marmitta abbattesse definitivamente quella donnina insignificante che si portava appresso, mi dico che forse si tratta solo di prendermi una rivincita su di lui.
perchè in fin dei conti lui mi ha fatto soffrire. e nemmeno poco.
ma se allargo l'orizzonte o se, molto più semplicemente, mi guardo allo specchio e mi parlo con onestà mi dico di no e che l'unica sfida che mi trovo davanti è quella di riconquistarlo.
chè non c'è niente da fare: io di quest'uomo sono proprio innamorata.

forse ho solo bisogno di crederci. forse ho solo bisogno di insistere, chi lo sa. ma se è vero che le stagioni sono quattro, e ora è primavera, mi aspetto che la strada da questo momento in poi sia tutta in discesa perchè muoio letteralmente dalla voglia di sciogliermi al sole dell'ammmmmmore.

martedì 10 aprile 2007

late night confidential

lo so, lo so: io ho latitato.
mi sono eclissata per settimane.
ne sono consapevole e recito il mea culpa.

lo so bene, che ho lasciato languire questo spazio per troppo tempo, tant'è che non mi ricordo nemmeno quando è stata l'ultima volta che ho messo piede qui, nel regno indiscusso di quel parassita iperattivo che ha colonizzato la mia rete neurale.
ma devo ammettere che ho avuto altri più importanti impegni a cui badare: sono difatti stata troppo impegnata ad evitare l'apocalisse sociale per prendermi cura del mio peloso nano da giardino, eppure se oggi mi ritrovo a scrivere qui, alle due e mezza di notte, devo per forza ammettere che qualcosa non è andato per il verso giusto.
e quel qualcosa ha a che fare con il fallimento della cura di metadone a cui avevo sottoposto il criceto biturbo.
il pericoloso animaletto si è svegliato e mi sta dando del serio filo da torcere.
filo da torcere che sta pericolosamente assumendo l'aspetto di una nottata insonne.

il problema è che la medicina ha fallito e l'ormone è impazzito di nuovo.

detesto ammetterlo, ma la causa della mia mancanza di sonno è dovuta al tramestio assordante del maledetto criceto, criceto che io credevo di aver sedato definitivamente ormai da un paio di settimane.

ma stasera qualcosa è avvenuto perchè la teenager che ancora alberga nei recessi della mia persona ricomparisse nella sua peggior veste, quella della piagnona nostalgica.

il fatto è che ho avuto una specie di esperienza parapsicologica, una sorta di incontro ravvicinato del terzo tipo, un momento di unione mistica con l'oltremondo che mi ha fatto sentire tutto a un tratto come demi moore in ghost quando smanetta con i suoi vasi di terracotta salvo che mi è mancata la gioia spiritual -orgasmica del tocco di patrick swaze o come diavolo si chiama lui.
nè più nè meno che la manifestazione del fantasma di mr. esigenza, proprio lì davanti a me, bello come il sole, sorridente e sereno e proprio quando mai e poi mai avrei detto di poterlo incontrare.

era lui, davvero. in tutta la sua spensierata giovinezza.
ed ero io, in tutta la mia stanca vecchiezza.

si è parlato per poco, si è scherzato e io ho cercato, lo giuro, ho disperatamente cercato di non sorridere troppo ma avevo i muscoli facciali che mi si tendevano da soli e le mani che in mancanza d'altro veleggiavano nell'aria desiderando di trovarsi improvvisamente ad impugnare una sigaretta, per avere la scusa giusta per smettere di descrivere cerchi concentrici sempre più grandi intorno alla mia persona.
quando sono nervosa si vede, c'è poco da fare.
e lui era lì, compassato, tranquillo a mettere alla prova tutto il mio autocontrollo per non compiere un gesto assolutamente autodistruttivo e spalmarmi tra le sue braccia come mayonnaise su una fetta di patata bollente.
che umiliazione per me.

non ho fatto nemmeno in tempo a registrare la presenza di mr. esigenza e pensare che magari fosse solo una mia allucinazione, sperandolo con tutte le mie forze, che il criceto si è messo in moto con la violenza di un esercito di kamikaze riducendomi il cervello in purè.
non c'è stato verso che io smettessi di parlare, anzi di starnazzare, per un buon quarto d'ora anche se non avevo assolutamente niente da dire.
il cervello aveva smesso di funzionare.
e ha ricominciato solo ora, dopo quattro ore, chiendendosi perchè il maledetto pantheon induista con il suo carico venefico di karma negativo ha voluto di nuovo accanirsi su di me riproponendomi mr. esigenza come mia mamma mi riproporrebbe un piatto di riso e verze riscaldato.

voglio dire è stato un momento terribile, come decidere di spaccare il gesso con dieci giorni d'anticipo rispetto alla prescrizione medica o interrompere gli antibiotici proprio quando comincia a scenderti la febbre e io non ero preparata a tutto questo. semplicamente non l'avevo previsto.
e ora sono terrorizzata perchè il criceto è davvero furioso e io ho buttato il metadone giù per il tubo del lavandino.

qualcuno ha una soluzione?!