martedì 10 aprile 2007

late night confidential

lo so, lo so: io ho latitato.
mi sono eclissata per settimane.
ne sono consapevole e recito il mea culpa.

lo so bene, che ho lasciato languire questo spazio per troppo tempo, tant'è che non mi ricordo nemmeno quando è stata l'ultima volta che ho messo piede qui, nel regno indiscusso di quel parassita iperattivo che ha colonizzato la mia rete neurale.
ma devo ammettere che ho avuto altri più importanti impegni a cui badare: sono difatti stata troppo impegnata ad evitare l'apocalisse sociale per prendermi cura del mio peloso nano da giardino, eppure se oggi mi ritrovo a scrivere qui, alle due e mezza di notte, devo per forza ammettere che qualcosa non è andato per il verso giusto.
e quel qualcosa ha a che fare con il fallimento della cura di metadone a cui avevo sottoposto il criceto biturbo.
il pericoloso animaletto si è svegliato e mi sta dando del serio filo da torcere.
filo da torcere che sta pericolosamente assumendo l'aspetto di una nottata insonne.

il problema è che la medicina ha fallito e l'ormone è impazzito di nuovo.

detesto ammetterlo, ma la causa della mia mancanza di sonno è dovuta al tramestio assordante del maledetto criceto, criceto che io credevo di aver sedato definitivamente ormai da un paio di settimane.

ma stasera qualcosa è avvenuto perchè la teenager che ancora alberga nei recessi della mia persona ricomparisse nella sua peggior veste, quella della piagnona nostalgica.

il fatto è che ho avuto una specie di esperienza parapsicologica, una sorta di incontro ravvicinato del terzo tipo, un momento di unione mistica con l'oltremondo che mi ha fatto sentire tutto a un tratto come demi moore in ghost quando smanetta con i suoi vasi di terracotta salvo che mi è mancata la gioia spiritual -orgasmica del tocco di patrick swaze o come diavolo si chiama lui.
nè più nè meno che la manifestazione del fantasma di mr. esigenza, proprio lì davanti a me, bello come il sole, sorridente e sereno e proprio quando mai e poi mai avrei detto di poterlo incontrare.

era lui, davvero. in tutta la sua spensierata giovinezza.
ed ero io, in tutta la mia stanca vecchiezza.

si è parlato per poco, si è scherzato e io ho cercato, lo giuro, ho disperatamente cercato di non sorridere troppo ma avevo i muscoli facciali che mi si tendevano da soli e le mani che in mancanza d'altro veleggiavano nell'aria desiderando di trovarsi improvvisamente ad impugnare una sigaretta, per avere la scusa giusta per smettere di descrivere cerchi concentrici sempre più grandi intorno alla mia persona.
quando sono nervosa si vede, c'è poco da fare.
e lui era lì, compassato, tranquillo a mettere alla prova tutto il mio autocontrollo per non compiere un gesto assolutamente autodistruttivo e spalmarmi tra le sue braccia come mayonnaise su una fetta di patata bollente.
che umiliazione per me.

non ho fatto nemmeno in tempo a registrare la presenza di mr. esigenza e pensare che magari fosse solo una mia allucinazione, sperandolo con tutte le mie forze, che il criceto si è messo in moto con la violenza di un esercito di kamikaze riducendomi il cervello in purè.
non c'è stato verso che io smettessi di parlare, anzi di starnazzare, per un buon quarto d'ora anche se non avevo assolutamente niente da dire.
il cervello aveva smesso di funzionare.
e ha ricominciato solo ora, dopo quattro ore, chiendendosi perchè il maledetto pantheon induista con il suo carico venefico di karma negativo ha voluto di nuovo accanirsi su di me riproponendomi mr. esigenza come mia mamma mi riproporrebbe un piatto di riso e verze riscaldato.

voglio dire è stato un momento terribile, come decidere di spaccare il gesso con dieci giorni d'anticipo rispetto alla prescrizione medica o interrompere gli antibiotici proprio quando comincia a scenderti la febbre e io non ero preparata a tutto questo. semplicamente non l'avevo previsto.
e ora sono terrorizzata perchè il criceto è davvero furioso e io ho buttato il metadone giù per il tubo del lavandino.

qualcuno ha una soluzione?!




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