tra le mille malattie che affliggono l'umanità ve n'è una che la medicina non ha ancora scoperto e studiato ma che nondimeno miete vittime a milioni. chiaro che questa malattia è direttamente collegata alla presenza di quel parassita peloso e agitato che noi conosciamo bene, e la cui unica occupazione è quella di affliggere l'organismo su cui appunto va ad innestarsi.
ebbene, questa malattia in effetti non è molto diversa da una sorta di paranoia schizoide e allucinatoria il cui sintomo predominante è la sfrenatezza affabulatoria.
in soldoni questo significa che lo scotto da pagare per ospitare una colonia di roditori nel tuo corpo è quello di andare incontro ad allucinazioni. allucinazioni visive, allucinazioni olfattive, allucinazioni uditive: le muscolose estremità del criceto ti spalancano davanti un mondo immaginario che non ha niente da invidiare a quello della cara vecchia alice. alice in wonderland, per intenderci.
ma laddove la nostra eroina s'imbatteva in eserciti di mitili e simpatici millepiedi oppiomani tu se sei fortunata scambi l'auto che sta per investirti con quella dell'uomo della tua vita e ti pianti in mezzo alla strada aspettandoti che si fermi; cosa che puntalmente non avviene perchè, grande e grossa come sei, dovresti saperlo che le tipologie di automobili non sono poi così tante e che quella macchina non la guida solo il bellone di turno, ma probabilmente non meno di un altro centinaio di persone in città.
posso capire che duecento anni fa il cavallo bianco doveva essere un lusso e ci sta che la principessa appena ne vedeva uno si metteva in tiro e lanciava le trecce giù dal balcone, ma a napoli non andiamo così per il sottile, e visto che la povertà ci attanaglia come la peste a firenze nel 1300, ci compriamo tutti le stesse macchine economiche. e questo, quando soffri di sindrome allucinatoria da criceto biturbo, dà luogo a spiacevoli equivoci.
non so, a chi non è capitato di sentirsi osservate intensamente dal belloccio che fuma una sigaretta seduto sul muretto per poi scoprire che, mentre stiamo sfilandogli davanti impettite e orgogliose di noi, una rapina si sta consumando ad opera di due intraprendenti centauri proprio a un metro da noi!? e lui chiaramente sta guardando in quella direzione e non nella nostra, ma non è facile accettarlo quando si è cresciute a pane e cioè. e questo nella misura in cui il cioè ti induce a pensare che l'unica forza che muove il mondo è l'ormone, per la precisione il tuo ormone.
la storia dell'allucinazione ha un risvolto inquietante quando in gioco entrano i telefonini. perchè i telefonini lanciano segnali a interpretazione libera, ovvero cibo a volontà per quel ben noto mammifero; sempre quello lì.
oggi non c'era nessuna ragione per cui fraintendessi un messaggio in cui mi si proponeva di perdere peso, eppure io sono riuscita a farlo. e non perchè me l'abbia chiesto mr. esigenza, no no, se fosse stato lui a chiederlo a quest'ora avrei già abbracciato una qualche fede buddista e intrapreso uno sciopero della fame di 30 giorni, era da parte di un amico, eppure io ho allucinato lo stesso. ho pensato non so, che quel messaggio nascondesse un doppio fondo, e che la storia della dieta fosse non so una metafora, e mi sono impegnata tantissimo a decifrarlo parola per parola per una buona mezz'ora, senza raggiungere alcuna conclusione soddisfacente. mi sono anche stizzita pensando che con tanta abbondanza di parole e luoghi comuni, l'autore dell'sms ne avesse scelto proprio il più ambiguo, ma tant'è.
è che il criceto mi induce a compiere enormi errori di valutazione. e allora la domanda che mi pongo oggi è questa: quanto è davvero possibile essere obiettivi? ovvero, esiste una regola generale e infallibile a cui appellarsi in momenti di scarsa lucidità? perchè se ci fosse io ne avrei bisogno come di un'enciclopedia del vivere sereni, visto che la mia risposta a quel messaggio è stata talmente fuori luogo che ne ho ricevuto un altro immediatamente dopo in cui mi si diceva: " ora vado ad abbattermi", anche detto "non so cosa dire in merito al delirio che mi hai poc'anzi riversato addosso".
è che a volte non si sa proprio cosa dire e come comportarsi. e tutto perchè il tuo cervello anzichè rispondere agli impulsi che provengono dall'esterno, decide di intraprendere un cammino alternativo e paranoico e abbandonare la realtà per la fantasia.
in sintesi: la mia goffaggine continua a lasciarmi di stucco.
e io non posso che appellarmi alla lobotomia frontale, o in alternativa all'eutanasia sul mio animale domestico.
ebbene, questa malattia in effetti non è molto diversa da una sorta di paranoia schizoide e allucinatoria il cui sintomo predominante è la sfrenatezza affabulatoria.
in soldoni questo significa che lo scotto da pagare per ospitare una colonia di roditori nel tuo corpo è quello di andare incontro ad allucinazioni. allucinazioni visive, allucinazioni olfattive, allucinazioni uditive: le muscolose estremità del criceto ti spalancano davanti un mondo immaginario che non ha niente da invidiare a quello della cara vecchia alice. alice in wonderland, per intenderci.
ma laddove la nostra eroina s'imbatteva in eserciti di mitili e simpatici millepiedi oppiomani tu se sei fortunata scambi l'auto che sta per investirti con quella dell'uomo della tua vita e ti pianti in mezzo alla strada aspettandoti che si fermi; cosa che puntalmente non avviene perchè, grande e grossa come sei, dovresti saperlo che le tipologie di automobili non sono poi così tante e che quella macchina non la guida solo il bellone di turno, ma probabilmente non meno di un altro centinaio di persone in città.
posso capire che duecento anni fa il cavallo bianco doveva essere un lusso e ci sta che la principessa appena ne vedeva uno si metteva in tiro e lanciava le trecce giù dal balcone, ma a napoli non andiamo così per il sottile, e visto che la povertà ci attanaglia come la peste a firenze nel 1300, ci compriamo tutti le stesse macchine economiche. e questo, quando soffri di sindrome allucinatoria da criceto biturbo, dà luogo a spiacevoli equivoci.
non so, a chi non è capitato di sentirsi osservate intensamente dal belloccio che fuma una sigaretta seduto sul muretto per poi scoprire che, mentre stiamo sfilandogli davanti impettite e orgogliose di noi, una rapina si sta consumando ad opera di due intraprendenti centauri proprio a un metro da noi!? e lui chiaramente sta guardando in quella direzione e non nella nostra, ma non è facile accettarlo quando si è cresciute a pane e cioè. e questo nella misura in cui il cioè ti induce a pensare che l'unica forza che muove il mondo è l'ormone, per la precisione il tuo ormone.
la storia dell'allucinazione ha un risvolto inquietante quando in gioco entrano i telefonini. perchè i telefonini lanciano segnali a interpretazione libera, ovvero cibo a volontà per quel ben noto mammifero; sempre quello lì.
oggi non c'era nessuna ragione per cui fraintendessi un messaggio in cui mi si proponeva di perdere peso, eppure io sono riuscita a farlo. e non perchè me l'abbia chiesto mr. esigenza, no no, se fosse stato lui a chiederlo a quest'ora avrei già abbracciato una qualche fede buddista e intrapreso uno sciopero della fame di 30 giorni, era da parte di un amico, eppure io ho allucinato lo stesso. ho pensato non so, che quel messaggio nascondesse un doppio fondo, e che la storia della dieta fosse non so una metafora, e mi sono impegnata tantissimo a decifrarlo parola per parola per una buona mezz'ora, senza raggiungere alcuna conclusione soddisfacente. mi sono anche stizzita pensando che con tanta abbondanza di parole e luoghi comuni, l'autore dell'sms ne avesse scelto proprio il più ambiguo, ma tant'è.
è che il criceto mi induce a compiere enormi errori di valutazione. e allora la domanda che mi pongo oggi è questa: quanto è davvero possibile essere obiettivi? ovvero, esiste una regola generale e infallibile a cui appellarsi in momenti di scarsa lucidità? perchè se ci fosse io ne avrei bisogno come di un'enciclopedia del vivere sereni, visto che la mia risposta a quel messaggio è stata talmente fuori luogo che ne ho ricevuto un altro immediatamente dopo in cui mi si diceva: " ora vado ad abbattermi", anche detto "non so cosa dire in merito al delirio che mi hai poc'anzi riversato addosso".
è che a volte non si sa proprio cosa dire e come comportarsi. e tutto perchè il tuo cervello anzichè rispondere agli impulsi che provengono dall'esterno, decide di intraprendere un cammino alternativo e paranoico e abbandonare la realtà per la fantasia.
in sintesi: la mia goffaggine continua a lasciarmi di stucco.
e io non posso che appellarmi alla lobotomia frontale, o in alternativa all'eutanasia sul mio animale domestico.

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