martedì 3 luglio 2007

"attento a dove metti i piedi...


... che va a finire che inciapi e ti rompi le corna."
me lo diceva sempre mia madre quando correvo da piccolina.

signore fate questo esercizio insieme a me: prendetevi un minuto e pensate alla cosa peggiore che vi possa accadere. l'avete visualizzata? bene. pensate ora a una cosa ancora peggiore. ci siete? perfetto. adesso aggiungeteci un paio di elementi che la renderebbero ulteriormente tragica. fatto?
ottimo.
sappiate che questo esercizio di tortura psicologica, non molto difforme dagli spilli negli occhi che tanto piacevano a stanleykubrick, prima o poi potrebbe tornarvi utile. perchè, io vi dico, meglio essere sempre preparate al peggio.
ciò premesso, io attaccherei con il mio vaniloquio quotidiano. dite che l'ho già fatto ieri? dico vero, ma ventiquattrore sono tante, e di solito a me in ventiquattrore succedono sempre un sacco di cose. cose brutte, s'intende.

ieri, mentre scrivevo qui su, mi dicevo appunto che bisogna essere sempre preparati al peggio. mentre cercavo di dare un senso al caos primordiale che ha invaso la mia mente dicevo dai dai enri che ti stai temprando, dai che adesso che ti son capitate tutte ste cose sei più forte, sentendomi un pò come silvester mentre si ricuce le ferite con ago e filo - rigorosamente non sterili- in mezzo alla foresta pluviale. con il cuoricino in frantumi ripensando al mio maratoneta fuggito via mi consolavo ricordandomelo solitario con la sua sigaretta, immerso in pensieri fortissimamente drammatici in cui senz'altro, e ribadisco senz'altro, figurava anche la mia persona.
mesta come non mai la sola cosa in grado di consolarmi rimaneva la certezza della sua onestà; il pensiero di questo ignoto eroe metropolitano in lotta contro i suoi demoni solo pur di proteggere me da se stesso.
trovandomi a pensare al suo altruismo e alla sua bontà d'animo mi sono detta perchè non andare a dare uno sguardo alle foto dell'altra sera, magari c'è anche lui perchè in effetti ero alla ricerca del tipico feticcio su cui sospirare.
gira e rigira, passa e spassa una foto l'ho trovata. peccato che il viso del mio maratoneta, quello che voleva difendermi dal male nascosto nei reCESSI del suo animo, fosse occultato dalle bocce della tipa a cui evidentemente doveva assicurato la sua propria vita visto che le era avvolto intorno uso festone natalizio. il festone quello giallo oro, quello infelice che aspetta tutto l'anno chiuso nella scatola per avere le sue due settimane di gloria affogato in mezzo a palle, palline, capelli d'angelo e candele di plastica.
ecco: l'uomo che io credevo in preda ad atroci dubbi esistenziali era lì a rimpiazzare quattro mesi di una miserrima seconda con una serata da quinta coppa b.


.


non so se è stato peggio vedere quella foto o rendermi conto che quello che avevo visto fumare davanti al mare in tshirt rossa e jeans scuri non fosse lui.
perchè in realtà più che il trauma generato dallo spettacolo della sua infinita pusillanimità è stato rendermi conto della mia infinità ingenuità ad aprirmi davanti il baratro della più nera depressione ieri pomeriggio.

pensa alla cosa peggiore che ti possa capitare e poi dimenticatela: ci sarà sempre qualcosa che la batterà e che tu non immagini nemmeno. e perchè non te lo immagini?! perchè tu hai le allucinazioni! tu vedi cose che non esistono solo perchè la tua mente le pensa! io sono desolata.






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