allora: facciamo un momento il punto della situazione.
cosa fai quando l'uomo di cui sei innamorata, colto da inspiegabile narcisismo, appare sul tuo schermo sotto forma di foto libertin/leziosa in compagnia di una donna stupenda e maggiorata?
nulla, ti fai una pera di gelato e passi avanti. tanto lui ti ha scaricata un mese e mezzo fa, dovevi immaginartelo che in questi cinquanta giorni non ha proprio fatto la calza - e le ragnatele - come te.
e cosa fai quando nell'infelice tentativo di dargli una lezione ti travesti da femme fatale e ti si spacca il tacco del sandalo buono ancora prima di mettere piede laddove sai di incontrarlo?
fai finta di prenderla con ironia e trascorri la serata con indosso gli zoccoli cinesi color oro della tua amica che ha il piedino di cenerentola e sopporti stoicamente il dolore e l'umiliazione provocata dal fatto che intorno a te si sta svolgendo una kermesse sulla calzatura da arrampicata. e nel frattempo ti nascondi perchè se l'occhio dell'uomo dei tuoi sogni per caso dovesse scendere al di sotto del tuo girovita, all'orrore provocato dalla tua incipiente obesità si aggiungerebbe quello provocato dalla calzatura antisesso.
e se poi decidi di metterci una pietra sopra e azzardi un approccio col tipo bello e convenientemente ottuso che ti ha appena mandato un messaggio di libera interpretazione accettando la sua ambigua profferta e lui non si fa più sentire?
dopo due ore smetti di dialogare con il cellulare e canti tra te e te quella canzone di zucchero che dice "il tuo cervello non pesa un chilo" sentendoti molto donna e femminista nella tua crociata contro la stupidità maschile.
ti coalizzi con le amiche e gli amici e decidi di credere alle loro promesse di un prossimo fine settimana migliore.
e così quando arriva il venerdì trasudi ottimismo da ogni poro mentre ti infili la maglietta preferita, rigorosamente sportiva e comoda, e pensi di farla in barba all'approccio asfittico di tutte quelle modelle e bellissime del concorso sportivo di cui sopra. armata delle migliori intenzioni ti lanci alla volta della spiaggia insieme agli amichetti tutti fiduciosi e speranzosi che stasera si dà finalmente un calcio in culo alla sfiga.
e così sembra! miracolosamente non ci sono volti noti in giro, le tue scarpe reggono e la fauna locale lascia tutt'altro che a desiderare!
l'omino seduto nel caseruoppolo non è male, ti fai un giro da quelle parti e lui ti fa ciao ciao. gli amichetti sostengono che è fatta ma si lamentano della tua poca intraprendenza. insceni una gag anche per sentirti un pò più simpatica, per scioglierti un pò [la notte è giovane!]. vorresti dire ah beh ho capito, devo tirarmi la maglietta un pò più giù. peccato che la tua maglia preferita ha praticamente il collo alto.
che fai quando ti si squarcia tra le mani altezza tetta destra?
inizi a pensare che qualcuno ti abbia messo gli occhi addosso, ecco cosa fai.
d'altronde come altro spiegare che immediamente dopo questo avvenimento che ha ridotto la tua autostima allo zero farenehit tu ti veda avvicinare da un uomo di media età che armato del senso dell'umorismo di una trota tenta vanamente di convincerti che la spiaggia del fusaro sia meglio delle lagune incontaminate della giamaica? non può essere che sfiga questa, amiche.
eppure l'omino avaro lì dietro che maneggia soldi nascosto in quel loculo ti ha acceso una flebile fiammella di speranza nel cuoricino dolorante e così, sfacciata anziché no, esibisci comunque la tua maglietta stracciata uso artiglio tigrato che fa anche molto esotico, e vai a comprarti da bere. sperando che lui non ti incorpori alla categoria di wonderwoman nostrane che popolano, con abiti artigliati e non, i locali della città.
miracolosamente non lo fa: lui ti dà a parlare e ti abbevera al suo mojito.
e così via e così via la serata passa senza ulteriori incidenti, salvo goffi tentativi di occultare il vistoso strappo che ti campeggia sul petto e che esibisce un reggiseno bianco per niente consono all'occasione e ai tuoi vani tentativi di seduzione. perchè sebbene lui ti abbia rivolto la parola e tu abbia speso venti euro di consumazioni al suo banchetto nulla e assolutamente nulla è avvenuto che lasci intendere una simpatia tra voi. ma gli amichetti dicono che è tutta colpa della tua timidezza. jump aggiunge: pota via il ramo di pudore e buonsenso che alberga nel tuo cervello e lanciati su di lui. tu gli rispondi: aspettiamo domani sera.
il giorno dopo sei certa, assolutamente certa, che qualcosa accadrà. hai visto dirtydancing e lì, tra quei piedi scalzi e quelle tavole di legno finto arte povera hai ravvisato il tuo futuro. un futuro di uomini belli, navigati ma premurosi, e di bruttine stagionate al culmine della loro seduttività, di rivalse al sapore di cocacola al limone e di romanticismo marca ford del 69. mentre ti stiri i capelli pensi che se ce l'ha fatta baby ce la puoi fare pure tu, con l'omino della cassa.
e ci credi davvero, soprattutto mentre scendi dall'auto e con fare aggressivo ti dirigi alla cassa per pagare a lui l'ingresso a quest'ennesima fiera delle vanità di cui tu ti reputi la protagonista principale, visto che per l'occasione sei abbigliata come rossella o'hara, con tanto di gonna svolazzante.
cosa fai se mentre ti avvicini noti uno strano movimento dietro il banco e vedi una donna obiettivamente sublime abbandonarsi tra le sue braccia e baciarlo nel modo più dolce e vomitevole che esista?
preghi il signore che la causa di quelle fitte atroci allo stomaco siano attribuibili all’allucinogeno che hanno vaporizzato nell’aria e che la scena a cui stai assistendo non sia reale mentre l’amico che è con te, invaghitosi perdutamente della donna dell’omino della cassa bestemmia tutto il calendario perché stasera e proprio stasera aveva ipotizzato un approccio. e mentre bestemmia ripete ipnoticamente che lei è tipo la donna più bella del mondo contribuendo alla tua totale e irreversibile depressione.
che fai quando avvengono tutte queste cose insieme? ti chiudi nel tuo bozzolo pestifero e ascolti i negramaro! ecco che fai!
e mentre guardi le stelle pensi a quando tutto era più facile e bello e ti canti una serenata che fa “non senti che tremo mentre canto nascondo questa stupida allegria quando mi guardi non senti che tremo mentre canto è il segno di un’estate che vorrei potesse non finire mai” e speri disperatamente di vedere una sola stella cadente a cui chiedere di porre fine a questa stagione disgraziata.

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