lunedì 19 febbraio 2007

la lingua batte dove il dente duole...

...lo dicevano oggi pomeriggio su RDS. l'abbiamo sentito io e Silvia mentre tornavamo dalla stazione e cercavamo di scansare invano il fiume d'acqua putrida che si stava riversando per via santa teresa sentendoci per un momento un pò indiane alla ricerca della purificazione nel gange.

purificazione che nei fatti non è arrivata, ma questo non ci ha impedito di ascoltare e apprezzare la nuova canzone di tizianoferro che è arrivata, con il tempismo che contraddistingue sempre le major discografiche, giusto quando non doveva arrivare. chè l'abbiamo ascoltata e i criceti si sono rimessi in movimento più esaltati che mai.

maledetti roditori, mai che gli venga un colpo apoplettico.
no mai.
no mai davvero.
proprio mai nella vita e nella morte.

e insomma ieri lei controlla la posta, Silvia, e si ritrova st'email speditale da specialK per sanvalentino tra uno spam e l'altro. era una mail di consigli su come trascorrere la serata. ora a parte il livello di idiozia ipotizzato da gli autori di quel messaggio, cosa sulla quale sorvolerò, ciò che ha attivato il mio criceto biturbo è stato il seguente fatto:
l'email si divideva in due parti di cui una dava consigli a chi è single e un'altra a chi non lo è.
quindi quei geni che l'hanno scritta esortavano gli appiedati a organizzare una cena con gli amici rigorosamente non light in cui ognuno degli infelici si impegnasse a cucinare ilsuopiattoforte e gli accoppiati a escogitare non so quale piano lascivo che prevedeva comunque il consumo di enormi quantità di cibo ma stavolta da condividere con la propria dolce metà.
mentre lei leggeva io pensavo: che si fa quando non hai una dolce metà ma ti senti comunque impegnato?

che sembra un domanda banale ma anche no.

innanzitutto ci sono le suore: loro per esempio sono single no? non c'è nessuno più solo di una suora, eppure nei fatti loro dichiarano di essere sposate e poi mica al primo stronzo, nientedimeno sono sposate con gesù. capiamoci: il loro è un impegno a tutti gli effetti tant'è che pare portino la fede.

ci sono anche i coniugi di persone in coma irreversibile e il discorso è lo stesso.

poi ci sono gli schizofrenici e i dissociati.

e poi ci siamo io e silvia.
noi mica siamo fidanzate eh; no no, noi siamo potenzialmente sul mercato,anzi togliamoci il potenzialmente, noi ci siamo! con tanto di minigonne e stivaletti scintillanti che ammiccano promettendo gioie indescrivibili ai coraggiosi che vi posano su il proprio ingenuo sguardo eppure, eppure, nonostante il rito carnascialesco a cui ci auguriamo di prendere parte ogni fine settimana i nostri cuori anni duemila, quelli sono venduti.
venduti e piazzati.
i nostri cuoricini anniduemila che trasudano dolcezza, amore ed abnegazione li abbiamo decontestualizzati e imbalsamati in una bella vetrinetta rosa che ad aprirla suona una musica da carillon che ti fa venire la frangia di lato e i piedi curvi all'indentro al solo ascoltarla, anche se stai passando di là per caso.

certo potremmo bendarci la testa con una pezza nera e chiamarci sorella travonelli e sorella rastiki, ma non sarebbe lo stesso.
noi in fin dei conti speriamo sempre che a botta di colli sciallati, ciglia finte, ballerine lucchicanti, unghie rossosanguedipiccione e make up according to diegodallapalma - the make up of make up artists- (che dio l'abbia in gloria), noi speriamo sempre che un giorno tutto questo ci renda indietro i nostri cuoricini.
ma camuffiamo. abbiamo detto che camuffiamo giusto? con tutto l'apparato brasiliano che ci portiamo appresso ogni volta che usciamo.
benissimo così noi abbozziamo un anno intero e poi arriva san valentino e scopriamo che non ci viene nemmeno riconosciuta la dignità di appartenere a una categoria di sfigati qualsiasi, perchè per noi non c'è posto nè nel mondo diabetico degli impegnati nè in quello feromonico degli scoppiati.
noi stimmatine degli anni duemila in definitiva siamo delle sfigate, un pò come gli orociok che hai voglia a dire che sono buoni ma sono biscotti che non hanno un'identità!
mezza cialda mezza no, due colori diversi, un pò buoni un pò stucchevoli che finisci sempre a mangiarli a metà perchè o ti piace solo il cioccolato o solo la frolla.

e così anche noi, come gli orociok e il gelato al cioccolato di pupo, non sappiamo mai bene da che parte stare.




1 commento:

Jim Troeltsch ha detto...

ieri vanano je brillavano l'occhi perché era andato a lavorare, e per lavorare ha dovuto smontare il palco proprio a tizianoferro. ieri vanano ha ribadito con la sua tenerezza da cavallone di 187 cm (forse pure di più) che lui tizianoferro lo stima proprio un casino e non ha mai sentito un concerto del genere. mi sa che gli hanno dato una maglietta tipo arancione per aver fatto parte della crew di sfigati che attaccano a lavorare alle 3 di notte, e mi sa pure che uno di questi giorni gliela vedrò addosso: uno di questi giorni che spero non sia domani perché ancora non sono pronto.
ieri vanano era saggio e posato com'è da tempo perché credo che questa donna che lui ha l'ha sedotto prima, spaventato poi e infine fatto crescere. ma crescere forte, come i fagioli che portano topolino paperino & pippo in casa di quel gigante mongoloide sulla tavola imbandita dove loro fanno dei numeri allucinanti tipo tuffarsi in un budino e poi rimbalzare.
figa, sta pianta miracolosa di fagioli. ti cresce sotto il culo durante la notte e poi la mattina dopo ti trovi in un posto che sembra familiare ma è tutto diverso, e soprattutto e centinaia e centinaia di metri più in alto di dove ti svegli di solito, con l'aria che ti dà alla testa, e sei più alto ma non sei cresciuto, grazia alla pianta di fagioli. maledetta, pianta di fagioli che ti porta dritta dritta in bocca al mostro mongoloide che voleva solo fare colazione, lui (e non con il piatto forte di san valentino dei miei beneamati due) e invece finisce a darti la caccia con la forchetta. pianta di fagioli di merda. che causa brutti incontri, a volte, o forse solo combinazioni sfortunate. saperlo prima che cresceva così e faceva tutti sti casini non la seminavi, sta pianta d'amore del cazzo.
saperlo prima, cosa che però non succede mai, altrimenti nessuno di noi avrebbe un blog.