scrivo mentre ascolto un disco di marvin gaye e diana ross che è tutto un ricamo di gorgheggi e un inseguirsi di trombe, trombette e violini - mi sembra di riconoscere addirittura uno xilofono - e penso che se non fossi distrutta dal lavoro io in questo momento starei ballando.
già: mi alzerei in piedi e saltellerei per la stanza descrivendo cerchi poco concentrici con le mie gambette grassocce dimenando le braccia su e giù come a una lezione di aerobica e mi farei un sacco di risate da teenager cerebrolesa quale sono.
ballerei un pò perchè le canzoni di marvin gaye e diana ross sono pensate apposta per questo, un pò per scrollarmi da dosso la giornata pesante, ma soprattutto lo farei per divertirmi.
so che chi mi conosce potrebbe non approvare questa mia estemporanea passione per lo scarpino verniciato stile ginger rogers ma io devo spezzare una lancia in mio favore.
parliamone: ci sono tanti tipi di ballo e altrettante classi di ballerini, ma alla fine nessuno di noi si sottrae a questo divertimento, almeno una volta nella vita, andiamooooo!
dipende dagli inizi e poi è tutta una questione di sensibilità e autoironia.
se alla festa delle medie sei riuscita a sopportare per la durata di un'intera canzone le mani addosso della piovra macchinettata in cui si era trasformato il tuo compagno di classe gigio de qualunquis, e se per tutto quel tempo hai avuto la fortuna di ebitare di essere insultato da amici ed amiche presenti, allora hai buone possibilibità di essere una discreta ballerina.
se invece hai passato il pomeriggio - perchè alle medie sappiamo che le feste iniziano alle cinque - immota vicino al tavolo a mangiare patatine sancarlo o chiusa in camera della festeggiata a disegnare sui diari con i pennarelli giotto (scatola da 24) allora no, non sei tagliata per lo scarpino di vernice e questo per una svaria di motivi che vanno dalla tua obesità (cfr le patatine di cui sopra),passando per la timidezza fino alla una obiettiva bruttezza che ha scoraggiato anche il più ardito e prematuramente baffuto tra i tuoi amichetti undicenni.
chè è tutta una questione di rompere il ghiaccio e se questo non avviene alla festa delle medie, quando si balla per il piacere di ballare, allora non lo farai più, perchè nelle occasioni che seguiranno il ballo si sarà trasformato in un contorno e non nel principio del divertimento.
la festa delle medie sarà infatti soppiantata dal fine settimana discotecaro, dal rave illegale al tipico macello dismesso, dal laconico aperitivo delle sette e mezza o dalla cena afrodisiaca con l'omino conosciuto in chat.
certo, sono tutte occasioni potenzialmente valide per ballare, ma anche poco spontanee dove ballare diventa l'occasione di passaggio per a)mantenersi in piedi con dignità e nonchalance, b) smaltire droghe varie ed eventuali, c)fingere di essere una persona dotata di una vita sociale, d) trombare.
e in tutto questo dove va a finire il piacere di dimenare grassocciamente gambe e braccia?
ve lo dico io: va a finire in quegli spazi morti che noi ragazze anniduemila trascorriamo nelle nostre camerette tra un evento mondano e l'altro.
per esempio quando ci prepariamo per uscire. chi di noi non ascolta musica mentre si trucca e si veste? io sicuramente no! e di solito a meno che non si è in fase emo si sceglie musica ballereccia vero?
piglia me ieri sera: mi sono fatta una pera di artic monkeys e non ho smesso un momento di dimenarmi!! d'altronde come avrei potuto, loro cantando get on your dancing shoes you sexy little swain!! e più ballavo e più ero goffa ed è stato tutto estremamente esaltante per me che ho passato gli scorsi 15 anni in uno stato da eterna festa delle medie, senza MAI muovere un passo perchè ispetto alle mie amiche flessuose come giunchi io ero una specie di grufolante cinghialotto.
Meno male che a una certa mi sono detta ma chetienidavedere e come un bruco che diventa farfalla, mi sono impersonata in quelle lattine di cocacola che si vendevano qualche tempo fa, quelle che ballavano divertentissime ma sul posto, e mi sono detta puoi farlo anche tu! e l'ho fatto! e ho rivendicato per me la categoria dei ballerini goffi ma dignitosi.
e di questo mio neonato amore per la danza chi mi frequenta in questo periodo lo sa.
ma si tratta di un capitolo aperto ancora a cui io adesso non posso dare un prosieguo ma lo farò domani, giuro.
e intanto esorto chiunque ad ascoltare off the wall di michael jackson ad occhi chiusi, sforzandoci di obliterare dalla nostra memoria l' immagine deforme e candeggiata del suo volto da maniaco scientolgista e godere delle note danzerecce che lui ha sapientemente messo insieme per noi, piccoli johntravolta e olivianewtonjones anni duemila.
lunedì 26 febbraio 2007
disco fever
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