domenica 18 febbraio 2007

...e se lo avvelenassi con della biada ammuffita?

dunque ho un nuovo blog, che a sto punto è una cosa come il ventesimo della lista.

negli anni infatti, la mia egomania ne ha aperti davvero tanti, tutti morti in fasce, nonostante le molte settimane di gestazione. poverini, desiderati tanto ardentemente e poi abbadonati a una morte lenta, di stenti, nella giungla postmoderna e post tutto, perchè tanto il post fa sempre molto anarchico-insurrezionalismo, della rete. aspettare lì, silenti, che l'occhio pigro di qualche cibernauta si posasse su di loro e gli domandasse perchètaci?promettevitantobene.

poi fabrizio inizia il suo, di blog, insieme a guido e giulio, e mi fa un sacco ridere con una punta di gastrite, e io penso che sia il caso di dare un nuovo fratello alla mia nutrita famiglia di online journals. in fondo se dobbiamo annoiarci, facciamolo con stile e se dobbiamo abortire, non ci si venga a dire che non ci siamo per lo meno presi tutti e tre i mesi burocratici per pensarci.

ma ho deciso una cosa: niente pipponi che il tempo per pensare a quelli non manca mai, soprattutto quando hai un criceto birtubo nel cervello.

come me, come silvia, come i suoi cugini indiani geniali che da soli sostengono le sorti dell'economia inglese (settore ingegneria chimica), come tutti quelli che si fanno prendere a male anche le situazioni migliori, quelle in cui non c'è davvero niente di cui lamentarsi, quelle in cui tutti ridono e si divertono e tu invece ti ritrovi tipo a guardare fuori dalla finestra perchè improvvisamente hai visto uno che ha gli stessi calzini del tuo ex e la festa intorno a te si trasforma in un party liceale con tanto di invitati regrediti a proto ventenni anni 2000, e nell'aria si diffonde ah hoc la peggiore canzone della colonna sonora di dawson's creek e i tuoi occhi si riempiono di lacrime per pura indole melodrammatica.
io, silvia e i suoi cugini indiani, ammalati del parassita del criceto biturbo siamo così: col cazzo ci facciamo mai prendere a bene una situazione.
no mai.
no mai davvero.
proprio mai nella vita e nella morte.

perchè quando lui è in te, vivente e pascente nella tua scatola cranica non c'è festa che tenga, e i fiumi di alcol che stai bevendo non fanno che peggiorare la situazione messa in moto dalle sue zampe iperattive e la tua mente ormai viaggia a velocità di curvatura verso mondi colorati di rosa popolati ego-maniacalmente soltanto da te stessa e dal tuo ex che per l'occasione rassomiglia pericolosamente alla cosa più bella che tu abbia mai visto in tv e non. e lui corre, maledetto cocainomane, e tu non puoi che sottoporti alla sua iper attività sperando che muoia presto di infarto.
no mai.
no mai davvero.
proprio mai nella vita e nella morte.

e tutto questo perchè tu credi di aver avuto l'epifania del secolo data dalla visione di un paio di calzini che hanno prodotto un'immagine, diciamocelo, anche abbastanza stereotipata, di un amore romantico.

un intero mondo in frantumi sotto le zampette epilettiche di quel roditore maledetto.

un intero mondo di cose belle e divertenti e un sacco curiose, di vita da condurre come una giovane yuppie, con tanto di scarpe nuove e fine settimana sulla neve, semmai, sacrificate sull'altare di banalissime aspettative tardo adoloscenziali. che vita di merda così.
perchè vedi, il problema del criceto biturbo è che è davvero monotematico: il mondo finirà nel 2020 e lui corre e corre e si dimena sempre per un qualche amore (im)possibile e non c'è verso di fargli cambiare strada perchè lui vuole disperatamente evadere dallo sgabuzzino in cui è rinchiuso e correre a zampe levate verso la spiaggia di newport, orange county.

mi chiedo: semmai ci arriverà poi cosanesaràdilui - e lo vedi che poi gira e rigira c'abbiamo piazzato anche muccino e le sue frasifatte smelassose?

sono proprio una ragazza degli anni duemila e il mio criceto biturbo in questi giorni è più attivo che mai.

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