lunedì 26 febbraio 2007

disco fever

scrivo mentre ascolto un disco di marvin gaye e diana ross che è tutto un ricamo di gorgheggi e un inseguirsi di trombe, trombette e violini - mi sembra di riconoscere addirittura uno xilofono - e penso che se non fossi distrutta dal lavoro io in questo momento starei ballando.

già: mi alzerei in piedi e saltellerei per la stanza descrivendo cerchi poco concentrici con le mie gambette grassocce dimenando le braccia su e giù come a una lezione di aerobica e mi farei un sacco di risate da teenager cerebrolesa quale sono.

ballerei un pò perchè le canzoni di marvin gaye e diana ross sono pensate apposta per questo, un pò per scrollarmi da dosso la giornata pesante, ma soprattutto lo farei per divertirmi.
so che chi mi conosce potrebbe non approvare questa mia estemporanea passione per lo scarpino verniciato stile ginger rogers ma io devo spezzare una lancia in mio favore.

parliamone: ci sono tanti tipi di ballo e altrettante classi di ballerini, ma alla fine nessuno di noi si sottrae a questo divertimento, almeno una volta nella vita, andiamooooo!

dipende dagli inizi e poi è tutta una questione di sensibilità e autoironia.

se alla festa delle medie sei riuscita a sopportare per la durata di un'intera canzone le mani addosso della piovra macchinettata in cui si era trasformato il tuo compagno di classe gigio de qualunquis, e se per tutto quel tempo hai avuto la fortuna di ebitare di essere insultato da amici ed amiche presenti, allora hai buone possibilibità di essere una discreta ballerina.
se invece hai passato il pomeriggio - perchè alle medie sappiamo che le feste iniziano alle cinque - immota vicino al tavolo a mangiare patatine sancarlo o chiusa in camera della festeggiata a disegnare sui diari con i pennarelli giotto (scatola da 24) allora no, non sei tagliata per lo scarpino di vernice e questo per una svaria di motivi che vanno dalla tua obesità (cfr le patatine di cui sopra),passando per la timidezza fino alla una obiettiva bruttezza che ha scoraggiato anche il più ardito e prematuramente baffuto tra i tuoi amichetti undicenni.

chè è tutta una questione di rompere il ghiaccio e se questo non avviene alla festa delle medie, quando si balla per il piacere di ballare, allora non lo farai più, perchè nelle occasioni che seguiranno il ballo si sarà trasformato in un contorno e non nel principio del divertimento.
la festa delle medie sarà infatti soppiantata dal fine settimana discotecaro, dal rave illegale al tipico macello dismesso, dal laconico aperitivo delle sette e mezza o dalla cena afrodisiaca con l'omino conosciuto in chat.
certo, sono tutte occasioni potenzialmente valide per ballare, ma anche poco spontanee dove ballare diventa l'occasione di passaggio per a)mantenersi in piedi con dignità e nonchalance, b) smaltire droghe varie ed eventuali, c)fingere di essere una persona dotata di una vita sociale, d) trombare.

e in tutto questo dove va a finire il piacere di dimenare grassocciamente gambe e braccia?
ve lo dico io: va a finire in quegli spazi morti che noi ragazze anniduemila trascorriamo nelle nostre camerette tra un evento mondano e l'altro.
per esempio quando ci prepariamo per uscire. chi di noi non ascolta musica mentre si trucca e si veste? io sicuramente no! e di solito a meno che non si è in fase emo si sceglie musica ballereccia vero?

piglia me ieri sera: mi sono fatta una pera di artic monkeys e non ho smesso un momento di dimenarmi!! d'altronde come avrei potuto, loro cantando get on your dancing shoes you sexy little swain!! e più ballavo e più ero goffa ed è stato tutto estremamente esaltante per me che ho passato gli scorsi 15 anni in uno stato da eterna festa delle medie, senza MAI muovere un passo perchè ispetto alle mie amiche flessuose come giunchi io ero una specie di grufolante cinghialotto.
Meno male che a una certa mi sono detta ma chetienidavedere e come un bruco che diventa farfalla, mi sono impersonata in quelle lattine di cocacola che si vendevano qualche tempo fa, quelle che ballavano divertentissime ma sul posto, e mi sono detta puoi farlo anche tu! e l'ho fatto! e ho rivendicato per me la categoria dei ballerini goffi ma dignitosi.
e di questo mio neonato amore per la danza chi mi frequenta in questo periodo lo sa.

ma si tratta di un capitolo aperto ancora a cui io adesso non posso dare un prosieguo ma lo farò domani, giuro.

e intanto esorto chiunque ad ascoltare off the wall di michael jackson ad occhi chiusi, sforzandoci di obliterare dalla nostra memoria l' immagine deforme e candeggiata del suo volto da maniaco scientolgista e godere delle note danzerecce che lui ha sapientemente messo insieme per noi, piccoli johntravolta e olivianewtonjones anni duemila.

sabato 24 febbraio 2007

in the jungle the might jungle the lion sleep tonight


c'è questo problema della guida automobilistica
a napoli che ormai è una specie di assioma, ovvero - wikipedia mi aiuta a dire- : una proposizione o un principio che viene assunto come vero perchè ritenuto evidente o perchè fornisce il punto di partenza di un quadro teorico di riferimento.

a napoli ci pieghiamo
tutti all'evidenza di questo fatto, il fatto, appunto, che i concittadini partenopei siano assolutamente incapaci di rispettare qualsivoglia regola di circolazione e bonton stradale. quando ci infiliamo nelle nostre scatolette sgangherate e ammaccate e ci lanciamo sul nastro asfaltato tutto quello che possiamo fare, qui a napoli, è augurarci che non ci accada niente di davvero irreparabile o che la strada su cui ci stiamo dirigendo non sia talmente disastrata dal farci rimpiangere le sabbie mobili, che quelle almeno quando ti risucchiano poi non ti sputano fuori un paio di copertoni sfondati.

ieri io e rastiki ci siamo messe in macchina per raggiungere un pò di persone al centro, immettendoci spensieratamente nel traffico di p.za carità e poi giù verso le poste centrali. voglio dire, io non sarò questo gran pilota ma diciamo che cinque anni di patentato a napoli qualcosa me l'hanno insegnata. ma mi sbagliavo.
difatti ho scansato per molto poco un tamponamento.
che cos'è successo, che dopo aver segnalato con la freccia la mia intenzione di sorpassare un autoveicolo che stava inchiodando mi sono spostata sulla sinistra, ho guardato nello specchietto retrovisore e ingranato la terza marcia, dal momento che si andava a 15 all'ora e la velocità di crociera della seconda ci stava tutta, ma quando ho intrapreso il sorpasso mi sono trovata incastrata tra due automobili. una batmobile si era infatti improvvisamente materializzata alla mia sinistra. posso solo immaginare che qualcuno avesse trovato particolarmente lenta la mia manovra di sorpasso e avesse deciso che non poteva attendere oltre nel recarsi dove il suo culo da supereroe lo stava portando.

di fronte a episodi del genere che puoi fare se non cedere il passo alla scaltrezza della batmobile e ingoiare il risentimento provocato dal supposto eatmydust che ti viene consegnato,
con tanto di topping di monossido di carbonio, senza troppi convenevoli a manovra conclusa. è quello che ho fatto io appunto, bestemmiando tra i denti la discendenza matrilineare del supereroe.

a meno che tu non ti senta particolarmente portato al diverbio è infatti bene prendere queste episodi con filosofia, che tanto funziona così: quando corri c'è sempre qualcuno che corre più veloce di te, e quando pensi che stai battendo il record mondiale,ecco arrivare un ghanese armato di zampe da giraffa a polverizzare tutti tuoi sforzi.

cosa si fa in questi casi: ci si continua ad allenare e migliorare, ma con i propri limiti che sono delle gambe irrimediabilmente appesantite dalla comodità della vita metropolitana, o ci si lancia come cani forsennati ad inseguire una barretta di purina per poi venire meno a metà inseguimento perchè colti da infarto?


mentre facevo il mio bucato a mano pensavo che mi piacerebbe scrivere come nick hornby e avere delle intuizioni geniali sulla banalità della vita quotidiana per renderla volendo un pò unica, un pò speciale, no.
mi è venuto in mente altafedeltà, è chiaro, la storia di quest'uomo sfigatissimo che ha problemi con tutti, con i suoi amici disadattati e con queste donne che lo fanno irrimediabilmente soffrire. mi sembra un esempio calzante di come si possa costruire un impianto narrativo sul nulla - quello che dicevamo l'altro giorno, quell'altro nulla.
dicevo in modo un pò egomaniaco, beh, se ci è riuscito hornby posso riuscirci anche io con il mio blog sul criceto birturbo, e cercavo di raccogliere una serie di spunti nel mare di inutilità che è la mia vita. me ne sono venuti in mente un pò, ma quando ho provato a sistemarli, diciamo in un ordine che potesse stare bene qui sopra, mi sono avvilita.
già perchè un romanzo a una certa finisce chè è come una bomba ad orologeria, sai che presto esplode e leggi, non so, un trecento pagine, senza morire di noia
prima, proprio perchè sai che a un certo punto finiranno, giusto? e il bello della lettura sta proprio nell'epilogo della storia, almeno per me che sono cresciuta a pane e agatha christie e mi aspetto sempre che con la fine arrivi la soluzione del mistero, lo svelamento dell'arcano; ma con un roditore nel cervello a quel epilogo può mai andare incontro questo blog?

la domanda è: esattamente cosa si può fare per ammazzare il criceto che vive dentro di me? silvia è preoccupata, sostiene che oramai lui sia affetto da elefantiasi e che stia crescendo a dismisura e questa cosa inizia a preoccupare anche me, perchè lo sento pascere felice.

il problema è che lui non vuole arrendersi al fatto di non essere un corridore keniota e continua a dimenarsi goffamente nel tentativo di circumnavigare il muro di automobili che appunto oggi pomeriggio gli si è parato davanti nella forma di un irrimediabile STOP (diritto di precedenza). è come un automobilista napoletano: impaziente, nervoso e aggressivo che a furia di prendere le curve strette mi sta provando un discreto voltastomaco.

ma se silvia sostiene che le mascelle portentose delle
tarme sono in grado di corrodere metri e metri di travi in pochi giorni, allora io ho fede che i dimenamenti del mio roditore servano a qualcosa e che prima o poi tanta spericolatezza venga premiata con una bella coppa e un arrivederci e grazie.

nel qual caso potrei finalmente andare a letto un pò prima delle quattro meno un quarto a.m.










giovedì 22 febbraio 2007

meteore o eccesso di significante?

mi sembra ottimo iniziare ascoltando lucky dei radiohead, così sicuro non ci esce niente di buono nemmeno dal post di oggi.
uno che ti canta piangendo
Pull me out of the aircrash, Pull me out of the lake, 'cause i'm your superhero, we are standing on the edge lui sì che aiuta l'ottimismo... ma d'altra parte lui è Thom Yorke e gli concediamo questo e tanto altro.

in questi giorni sono alle prese con la scrittura - tant'è che ormai ho la testa quadrata uso monitor, come quello della barzelletta - in una lotta impari con le parole.

chiudo gli occhi e vedo parole, guardo la tv e vedo parole, ascolto musica e sento parole e alla fine della giornata mi sono trasformata in un vocabolario umano, ma se provo a mettere mano al foglio, o allo schermo, insomma quello che è, beh viene fuori esattamente il nulla.
ma non il nulla del foglio bianco, bensì quell'altro nulla, quello di quando hai messo in croce quattro parole ma dentro di te sai benissimo che non hanno senso alcuno.
e allora scrivi e riscrivi, cancella e riscrivi, prendi appunti, spremiti le meningi, insegui un'idea, fatti uno schemino ma alla fine della giornata non è cambiato niente e tu, a confronto con l'inutilità di quelle poche righe, tu ti senti un minorato mentale perchè cazzo le capacità ce le hai, e allora dov'è il problema?

il problema sta nel senso che vogliamo dare alle parole.

... e il criceto non aspettava spunto migliore (e io ho fatto una rima baciata!!!)


Non ho nemmeno finito di formulare il pensiero che infatti lui ci sta già dando giù di cyclette: partito come un forsennato, quel maledetto, e io a pagarne le conseguenze immersa in un mondo di
virtual (conidimaisdalgustodeciso).

con queste parole è un pò come il discorso di ieri del telefonino e dello scambio del numero, solo su scala planetaria: noi abbiamo disperatamente bisogno di quel contatto, di quella informazione immagazzinata in memoria che dia un senso a quello che stiamo facendo e quell'informazione non può che essere racchiusa in una parola, o in una frase, o in un discorso, vabè insomma in un'articolazione di suoni che abbia un senso compiuto.

per noi.

ora il punto qual è, è che la nostra rubrica telefonica è ZEPPA di numeri, piena! pienissima! e se proviamo a contarli ci rendiamo conto che a un certo punto se finiscono è soltanto perchè è finita la memoria, non per altro. e a sapere che siamo riusciti a riempire tutti quegli slot siamo anche un sacco orgogliosi di noi stessi perchè
guardaquantagenteconosco, ma poi a farci mente locale quante volte abbiamo chiamato quei numeri? a che ci sono servite quelle informazioni? diciamocelo pure: a un cavolo, e asciughiamoci senza vergogna quella lacrimuccia che ci sta scendendo (sì sì con l'angolo infame del fazzoletto che finisce sempre per cecarti, e ti fa piangere ancora di più, ma di dolore questa volta).
negli anni duemila noi siamo come carlo verdone quando cerca qualcuno con cui partire per la polonia, ecco come siamo, con le nostre parole; le scartiamo una alla volta come i numeri sulla sua rubrica aspettandoci che nella pagina successiva ci sia qualcosa di migliore.

perchè noi siamo saturi di parole, anneghiamo nelle parole, tra tutte queste parole abbiamo anche perso il senso dell'originalità e della sorpresa, vomitiamo parole, ci flagelliamo con le parole, ci sottoponiamo a
session infinite in cui ci vengono bombardate parole addosso in forme diverse, seccanti il più delle volte, e anche quando non servirebbe eccoci là a mettere bocca e a riempire il silenzio di idiozia.

e tutto questo perchè? perchè ci vogliamo costruire delle certezze illudendoci che le parole nascano con un senso attaccatogli addosso come i capelli in testa ai neonati, come le ciglia con le palpebre, come il suono con gli strumenti musicali.
che se diciamo "io osservo" allora si va per associazioni libere e a tutti viene in mente un occhio, e poi un quadro, un microscopio e poi che ne so, altri stereotipi dell'osservazione ma non è così. e quello che ci ammazza a volte, per lo meno quello che mi sta torturando in questo preciso istante, è non sapere cosa ne sarà fatto delle mie parole. esattamente dove andranno a finire e come si trasformeranno e come verranno recepite e cosa se ne farà di loro.
sono mie e ci sono affezionata come delle figlie, dai.

e alla fine di tutto sai che c'è?
back to basics: torniamo agli elementi, tanto è tutta questione di chimica, che se una stella cadente si incendia è perchè ha fatto attritrito ed è stato soltanto un caso, non certo perchè qualcuno l'ha pensata per quello scopo.









essì, sono fatalista.

mercoledì 21 febbraio 2007

o(do)ntogenesi dell'ammmmmore


oggi io e GP abbiamo avuto un dibattito sul titolo del blog: lui dice che associare termini come amore e odontogenesi è perfettamente in armonia con il delirio di questo spazio mentre io rivendico la coerenza dei miei scleri solo apparentemente dissociati che in fondo, a scavare bene, un senso ce l'hanno. e il senso è : essere emo con coscienza.

è la stessa cosa di quando tua mamma entra in camera e si lamenta del disordine mentre tu sai benissimo che ogni cosa è al suo posto, chè in fin dei conti il concetto di entropia è del tutto relativo, no? facile dire che io qua sopra dò i numeri e invece no! questo blog è la voce di una legionaria degli orociok che giorno dopo giorno avanza con difficoltà in un mondo fatto di categorie fisse di golosità. che se sei un kinder brios, un pacco di special k, una palla di pangoccioli, un budino vitasnella o un bicchiere di nutella va sempre bene che sei quello e basta, ma quando sei mezzo frolla e mezzo cialda eh, là casca l'asino e allora è giusto che io mi esprima, tanto lo so che lì fuori ce ne sono altri di orociok come me.


ieri il mio criceto ha festeggiato carnevale, io un pò di meno, tant'è che alle cinque, quando mi sono messa nel letto, lui non voleva proprio saperne di prendere sonno e mi ha fatto fare le sei.

il criceto biturbo si è accanito su una serie di particolari inquietanti della serata come ad esempio l'uomo che voleva diventare l'orsacchiotto di silvia, oppure il tipo che mi ha martellato tutta la sera per vedermi e quando poi mi ha visto mi ha appeso dopo due minuti due di orologio, oppure una tipa che voleva dichiaratamente posteggiarmi e tutto all'insegna dell'amore. l'amore ieri era. ovunque. peggio che a una festa degli angels.

mi si è anche manifestato in carne e ossa a un certo punto, ma sai, quando hai bevuto quello che ho bevuto io ieri sera è facile iniziare ad allucinare.

e poi vogliamo parlare del binomio amore/posteggia - cellulare?
certo facciamolo e diciamo che inizia tutto, sempre con lo scambio del demonio del numero di telefono (a cui segue il contatto msn, ma non è giornata per parlare di MSN perchè altrimenti bestemmio) a cui segue a) tentativo di chiamata, se sei molto coraggioso b) messaggio, se sei un chicken come me. e già soltanto il modo in cui ti procuri il numero, quello dovrebbe essere studiato da esperti di statistica perchè i tentativi e gli strataggemmi non sono infiniti come sembra, anche se la fantasia non ha limite.

ad ogni modo quell'oggetto è un magnete di pigliate a male. sempre cazzo! il mio criceto biturbo vive nutrendosi delle radiazioni del cellulare.
ma poi le umiliazioni a cui ti sottopone! ti pare che uno ieri per avere il mio numero mi ha teso un tranello e io ora ho dovuto necessariamente memorizzarlo in rubrica come nonrisponderemai, così se mi chiama lo accanno prima ancora di rispondergli? o il tipo a cui rastiki ieri ha imbastito una palla grande come un palazzo dicendo che ha lasciato il cellulare a casa di sua cugina per UN MESE?! quale persona dotata di un cervello funzionante crederebbe a una storia del genere? eppure lui lo ha fatto!
cioè se questa non è l'ontogenesi di un'ossessione ditemi voi cos'altro è.

io personalmente ho trovato la soluzione a questo problema increscioso del cellulare: io i numeri di telefono li cancello sti giorni così col cazzo che l'amore mi si manifesta più! senza numero io non posso mettere in moto nessuna catena di eventi catastrofici e allo stesso tempo affamo il criceto che magari piano piano mi muore, liberandomi dalla tortura dell'insonnia.

e in ogni caso la parola del giorno è spinster-hood

e la playlist groove armada e postal service.

e io ieri ero vestita da peste non da vedova allegra, nè da morte, nè da darklady e silvia era una farfalla non una cuozza, come si potrebbe erroneamente dedurre dalle foto che abbiamo fatto.







lunedì 19 febbraio 2007

la lingua batte dove il dente duole...

...lo dicevano oggi pomeriggio su RDS. l'abbiamo sentito io e Silvia mentre tornavamo dalla stazione e cercavamo di scansare invano il fiume d'acqua putrida che si stava riversando per via santa teresa sentendoci per un momento un pò indiane alla ricerca della purificazione nel gange.

purificazione che nei fatti non è arrivata, ma questo non ci ha impedito di ascoltare e apprezzare la nuova canzone di tizianoferro che è arrivata, con il tempismo che contraddistingue sempre le major discografiche, giusto quando non doveva arrivare. chè l'abbiamo ascoltata e i criceti si sono rimessi in movimento più esaltati che mai.

maledetti roditori, mai che gli venga un colpo apoplettico.
no mai.
no mai davvero.
proprio mai nella vita e nella morte.

e insomma ieri lei controlla la posta, Silvia, e si ritrova st'email speditale da specialK per sanvalentino tra uno spam e l'altro. era una mail di consigli su come trascorrere la serata. ora a parte il livello di idiozia ipotizzato da gli autori di quel messaggio, cosa sulla quale sorvolerò, ciò che ha attivato il mio criceto biturbo è stato il seguente fatto:
l'email si divideva in due parti di cui una dava consigli a chi è single e un'altra a chi non lo è.
quindi quei geni che l'hanno scritta esortavano gli appiedati a organizzare una cena con gli amici rigorosamente non light in cui ognuno degli infelici si impegnasse a cucinare ilsuopiattoforte e gli accoppiati a escogitare non so quale piano lascivo che prevedeva comunque il consumo di enormi quantità di cibo ma stavolta da condividere con la propria dolce metà.
mentre lei leggeva io pensavo: che si fa quando non hai una dolce metà ma ti senti comunque impegnato?

che sembra un domanda banale ma anche no.

innanzitutto ci sono le suore: loro per esempio sono single no? non c'è nessuno più solo di una suora, eppure nei fatti loro dichiarano di essere sposate e poi mica al primo stronzo, nientedimeno sono sposate con gesù. capiamoci: il loro è un impegno a tutti gli effetti tant'è che pare portino la fede.

ci sono anche i coniugi di persone in coma irreversibile e il discorso è lo stesso.

poi ci sono gli schizofrenici e i dissociati.

e poi ci siamo io e silvia.
noi mica siamo fidanzate eh; no no, noi siamo potenzialmente sul mercato,anzi togliamoci il potenzialmente, noi ci siamo! con tanto di minigonne e stivaletti scintillanti che ammiccano promettendo gioie indescrivibili ai coraggiosi che vi posano su il proprio ingenuo sguardo eppure, eppure, nonostante il rito carnascialesco a cui ci auguriamo di prendere parte ogni fine settimana i nostri cuori anni duemila, quelli sono venduti.
venduti e piazzati.
i nostri cuoricini anniduemila che trasudano dolcezza, amore ed abnegazione li abbiamo decontestualizzati e imbalsamati in una bella vetrinetta rosa che ad aprirla suona una musica da carillon che ti fa venire la frangia di lato e i piedi curvi all'indentro al solo ascoltarla, anche se stai passando di là per caso.

certo potremmo bendarci la testa con una pezza nera e chiamarci sorella travonelli e sorella rastiki, ma non sarebbe lo stesso.
noi in fin dei conti speriamo sempre che a botta di colli sciallati, ciglia finte, ballerine lucchicanti, unghie rossosanguedipiccione e make up according to diegodallapalma - the make up of make up artists- (che dio l'abbia in gloria), noi speriamo sempre che un giorno tutto questo ci renda indietro i nostri cuoricini.
ma camuffiamo. abbiamo detto che camuffiamo giusto? con tutto l'apparato brasiliano che ci portiamo appresso ogni volta che usciamo.
benissimo così noi abbozziamo un anno intero e poi arriva san valentino e scopriamo che non ci viene nemmeno riconosciuta la dignità di appartenere a una categoria di sfigati qualsiasi, perchè per noi non c'è posto nè nel mondo diabetico degli impegnati nè in quello feromonico degli scoppiati.
noi stimmatine degli anni duemila in definitiva siamo delle sfigate, un pò come gli orociok che hai voglia a dire che sono buoni ma sono biscotti che non hanno un'identità!
mezza cialda mezza no, due colori diversi, un pò buoni un pò stucchevoli che finisci sempre a mangiarli a metà perchè o ti piace solo il cioccolato o solo la frolla.

e così anche noi, come gli orociok e il gelato al cioccolato di pupo, non sappiamo mai bene da che parte stare.




domenica 18 febbraio 2007

...e se lo avvelenassi con della biada ammuffita?

dunque ho un nuovo blog, che a sto punto è una cosa come il ventesimo della lista.

negli anni infatti, la mia egomania ne ha aperti davvero tanti, tutti morti in fasce, nonostante le molte settimane di gestazione. poverini, desiderati tanto ardentemente e poi abbadonati a una morte lenta, di stenti, nella giungla postmoderna e post tutto, perchè tanto il post fa sempre molto anarchico-insurrezionalismo, della rete. aspettare lì, silenti, che l'occhio pigro di qualche cibernauta si posasse su di loro e gli domandasse perchètaci?promettevitantobene.

poi fabrizio inizia il suo, di blog, insieme a guido e giulio, e mi fa un sacco ridere con una punta di gastrite, e io penso che sia il caso di dare un nuovo fratello alla mia nutrita famiglia di online journals. in fondo se dobbiamo annoiarci, facciamolo con stile e se dobbiamo abortire, non ci si venga a dire che non ci siamo per lo meno presi tutti e tre i mesi burocratici per pensarci.

ma ho deciso una cosa: niente pipponi che il tempo per pensare a quelli non manca mai, soprattutto quando hai un criceto birtubo nel cervello.

come me, come silvia, come i suoi cugini indiani geniali che da soli sostengono le sorti dell'economia inglese (settore ingegneria chimica), come tutti quelli che si fanno prendere a male anche le situazioni migliori, quelle in cui non c'è davvero niente di cui lamentarsi, quelle in cui tutti ridono e si divertono e tu invece ti ritrovi tipo a guardare fuori dalla finestra perchè improvvisamente hai visto uno che ha gli stessi calzini del tuo ex e la festa intorno a te si trasforma in un party liceale con tanto di invitati regrediti a proto ventenni anni 2000, e nell'aria si diffonde ah hoc la peggiore canzone della colonna sonora di dawson's creek e i tuoi occhi si riempiono di lacrime per pura indole melodrammatica.
io, silvia e i suoi cugini indiani, ammalati del parassita del criceto biturbo siamo così: col cazzo ci facciamo mai prendere a bene una situazione.
no mai.
no mai davvero.
proprio mai nella vita e nella morte.

perchè quando lui è in te, vivente e pascente nella tua scatola cranica non c'è festa che tenga, e i fiumi di alcol che stai bevendo non fanno che peggiorare la situazione messa in moto dalle sue zampe iperattive e la tua mente ormai viaggia a velocità di curvatura verso mondi colorati di rosa popolati ego-maniacalmente soltanto da te stessa e dal tuo ex che per l'occasione rassomiglia pericolosamente alla cosa più bella che tu abbia mai visto in tv e non. e lui corre, maledetto cocainomane, e tu non puoi che sottoporti alla sua iper attività sperando che muoia presto di infarto.
no mai.
no mai davvero.
proprio mai nella vita e nella morte.

e tutto questo perchè tu credi di aver avuto l'epifania del secolo data dalla visione di un paio di calzini che hanno prodotto un'immagine, diciamocelo, anche abbastanza stereotipata, di un amore romantico.

un intero mondo in frantumi sotto le zampette epilettiche di quel roditore maledetto.

un intero mondo di cose belle e divertenti e un sacco curiose, di vita da condurre come una giovane yuppie, con tanto di scarpe nuove e fine settimana sulla neve, semmai, sacrificate sull'altare di banalissime aspettative tardo adoloscenziali. che vita di merda così.
perchè vedi, il problema del criceto biturbo è che è davvero monotematico: il mondo finirà nel 2020 e lui corre e corre e si dimena sempre per un qualche amore (im)possibile e non c'è verso di fargli cambiare strada perchè lui vuole disperatamente evadere dallo sgabuzzino in cui è rinchiuso e correre a zampe levate verso la spiaggia di newport, orange county.

mi chiedo: semmai ci arriverà poi cosanesaràdilui - e lo vedi che poi gira e rigira c'abbiamo piazzato anche muccino e le sue frasifatte smelassose?

sono proprio una ragazza degli anni duemila e il mio criceto biturbo in questi giorni è più attivo che mai.