martedì 25 settembre 2007

requiem anticipato per i capitoni

oggi piove e la mestizia è con me.


sembra proprio che la stagione sia finita e pure il tempo delle mele.

da me abbiamo inaugurato l’autunno con il solito allagamento del terrazzo che presto rovinerà in testa ai garagisti che abitano negli anfratti del palazzo come i topolini di cenerentola, ma molto meno laboriosi chè comunque stiamo a napoli, e casa mia è tornata ad assomigliare al cimitero delle fontanelle.

quindi tutto regolare: l’autunno ci fa sempre questo effetto di catastrofi irreparabili e letargo anticipato a noi famiglia p. che al primo piano versiamo nel buio di betlemme e siamo molto orsi, ma senza pelliccia per quel fatto dell’ ambientalismo anni ottanta.


orbene visto che ci avviamo verso l’inverno e io sono una persona previdente stamattina mi sono svegliata con un solo pensiero in testa: il capitone.


certo mancano ancora tre mesi a natale ma se mi fate il piacere di tralasciare allusioni goliardiche e battutoni da osteria, vorrei sviscerare questo argomento che ha il suo perché, triviale e non.


il capitone è un personaggio strano e secondo me pure un poco complessato.

il capitone[*] campa un anno sano in grazia di dio immerso nelle acque dolci che più gli aggradano, scorrazzando tra chili e chili di munnezza come meglio crede fino a quando non arriva natale e la sua vita cambia da così a così, come hurley dopo la vincita alla lotteria. cioè cambia in peggio. chi segue lost sa!

sopraggiunto infatti il mese di dicembre tutti quanti decidono di farsi amico il capitone perché il capitone è la star delle feste comandate. levateci tutto, più o meno, tranne playstation, struffoli e capitone.

il 24 dicembre per il capitone è proprio una iattura dal momento che finirà immancabilmente in pentola, cucinato e fagocitato. il suo destino è segnato come quello del povero mr. jingle del miglio verde: topolino innocente che pure fa una brutta fine appresso al suo padrone umano fulminato sulla sedia elettrica.


quindi il capitone ha un’aspettativa di vita piuttosto bassa e questa cosa dovrebbe in qualche modo impietosirci. e sicuramente lo farà: sono certa che decine di vegani si sono già incatenati ai banchi dei pescivendoli brandendo minacciosi fasci di carciofi – quelli sono appuntiti: fanno male - ignari del fatto che i pescaioli napoletani non guardano in faccia nemmeno allo squalo bianco e alla finanza figuriamoci alle claque anoressiche di questi crocerossini della domenica. lascerò a loro il premio bontà2007 perché tanto questi capitoni a me pena non fanno.

io dei capitoni non penso poi così bene. e questo perché sono esseri tendenzialmente viscidi e furbi nonché poco gradevoli alla vista. in realtà non capisco nemmeno come possano piacere. infatti io non ne ho mai mangiato uno.

è come la storia delle escargot in pretty woman: perché complicarsi la vita interagendo con delle creature così poco socievoli quando esistono le pizze a libretto?! sarà pure tradizione, oppure la prospettiva di abbuscarsi una bella cosa di soldi facendo praticamente niente, come vivian nel film, ma io penso che il capitone sia un’arma a doppio taglio. anzi un’arma bianca.

perché è vero che l’uomo si distingue dall’animale per l’intelligenza, ma è pure vero che l’animale tiene una cazzimma** non indifferente e prima di lasciarsi mangiare ti fa passare i peggiori guai. e il capitone con quella sua costituzione atletica e sdrucciolevole è oggettivamente un guaio.

il capitone è una calamità domestica e eduardo de filippo nella sua infinita saggezza lo sapeva tant’è vero che pupella allora esce dalla cucina con le pezze in fronte quando sbatte la testa contro la scansia tentando di recuperare un capitone che era evaso dalla pentola.

in sostanza il problema di questi pescetti è la troppa intraprendenza e il fastidioso attaccamento che dimostrano alla vita. tutto questo voler andare contro il destino mal si confà alla mia vena new age. loro vogliono sottrarsi alla catena alimentare e questo non va bene.

nell’universo c’è un posto per tutti, e il loro è sul fondo di una pentola piena d’acqua bollente prima e nella panza capiente di un napoletano affamato poi. c'è chi diventa miss italia, chi fa le rapine, chi finisce in manicomio e chi è destinato ad essere annientato dalle fauci impietose di un napoletano vorace.

perchè cercare una via d’uscita che non c’è?


capitoni di tutto il mondo ripetete insieme a me: QUANDO MI TOCCA MI TOCCA.



[*] L'anguilla europea (Anguilla anguilla, Linnaeus 1758) è un pesce teleosteo della famiglia Anguillidae. Presenta un corpo allungato, subcilindrico, serpentiforme; la pinna dorsale, di modesta altezza, è allungata fino a unirsi alle pinne caudale ed anale.

Descrizione: Ha una pelle molto spessa, di colore verde scuro sul dorso, più chiara sul petto, può raggiungere i 3 Kg di peso.

**La cazzimma e' il cercare di prevalicare a tutti i costi sugli altri anche danneggiandoli. Quindi "tene 'a cazzimma" quella persona che alla malignita' aggiunge la cattiveria ed il gusto di farla.” - http://www.napoletanita.it/mal1.htm


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