mia nonna è una donna d’altri tempi, e d’altronde non potrebbe essere altrimenti visto che le voci che si rincorrono per il mio corridoio, cioè mamma che parla a telefono con i parenti – nessuno dei quali conosce la vera età della vetusta ma giovanile vecchina - dicono che abbia ottantaquattro anni.
mo, quando lei si presenta qua la prima cosa che dice è che il mondo sta per finire.
facendo precedere la profezia da un magnificat con accompagnamento obbligatorio di segno della croce, nonna dice che quando lei era giovane non succedevano le cose che succedono adesso e di cui lei è messa al corrente settimanalmente da quell’uomo probo che è il redattore di vitavera.
quando lei era giovane le madri non candeggiavano la propria prole in lavatrice, per esempio.
in quelle occasioni nelle quali il mondo supera proprio tutti i limiti, evenienza verificatasi quando amadeus ha disertato la rete nazionale per canale cinque, la nonnina genuflessa invoca il messaggio della vergine di medjugorie e si lancia in sermoni millenaristici da far resuscitare natuzza evolo.
io ho sempre avuto un po’ paura di questa sua vena funesta – belzebù represents spesso nei panni di una scimmietta (forse nonna legge stephen king)- e ancor più paura dei folti baffoni di natuzza, ma grazie al gruppo d’ascolto amici-del-metal-scandinavo ho superato anche questo e quindi oggi posso affrontare l’argomento senza timore.
quindi pare che si avvicini il giorno del giudizio, lo dicono un pò tutti, compreso il gruppo d’ascolto di george w. (amici-della-bottiglia) e io devo riconoscere che nonna c’ha visto lungo.
anni e anni addietro, quando tutti noi peccatori inconsapevoli ancora gongolavamo in attività ludiche e lubriche – i bei tempi delle maratone notturne sui canali regionali e non – mia nonna emilia addivinava già di tempeste di fuoco, croci smerze, animali parlanti, babilonie in fiamme – citando peter tosh - fiumi di lacrime etc etc etc.
tenute presente assiduità e affidabilità io ad oggi mi sento di reputarla la fonte più attendibile in quanto alla seconda venuta del figlio e del resto della famiglia, e così paludata come sono nel burrone del peccato, ho pensato sia lecito che anche io dica la mia a proposito dell’armageddon.
in primis ho pensato che urga una rispolverata della bibbia.
i predicatori americani rimarranno pure un’aberrazione della cristianità, diciamo la pecorella smarrita che nostrosignore non avrebbe voluto veder tornare all’ovile, soprattutto con indosso una camicia hawaiana, ma loro su una cosa hanno ragione: bisogna leggere i testi sacri.
e anche cronacavera, aggiunge nonna.
così mi sono documentata cominciando dalla storia delle dieci piaghe d’egitto.
queste piaghe sono dieci punizioni che il padreterno nella sua infinità misericordia ha inflitto al popolo egiziano in virtù di qualche peccato che al momento mi sfugge e a quanto pare si sono già verificate tutte quante. quindi noi dovremmo stare a posto e invece no, fonti attendibili, tra cui mia nonna, ritengono che le piaghe stiano nuovamente affliggendo l’umanità.
io ci ho pensato, secondo me è vero.
cominciamo dal fatto che quando tremila anni fa l’acqua d’egitto si è tramutata in sangue i napoletani non avevano ancora elaborato sul concetto di criminalità organizzata ma oggi che hanno ben recuperato verifichiamo in tutta tranquillità che quando non si tratta di materia organica la nostra acqua viene comunque insaporita da sostanze insalubri come per esempio l’uranio.
ma questo non ci ha sterminato come non ha sterminato gli egiziani che infatti hanno subito l’invasione delle rane. ecco, anche in questo noi non siamo da meno dal momento che attualmente soffriamo di un surplus di donne ucraine al qual proposito io devo necessariamente aprire una parentesi e lamentare la loro predilezione per gli uomini anziani, oltre che per le tinture scadute, le spalline e i giubboni jeans con gli svaroski che mi urta e non poco. ebbene io le reputo una piaga, perché loro attentano alle coronarie dei nostri nonnetti con profferte di sesso sfrenato, nonché a quelle degli loro eredi a cui sottraggono impunemente intere fortune in euro con promesse di devozione e fedeltà. per me i nonnetti devono rimanere immacolati e così campare qualche anno in più, anche se un po’ meno felici, ma queste donne senza scrupoli cercano in tutti i modi di corromperli attuando le peggiori turpitudini per giunta performate con indosso, marylin de noantri, gocce su gocce dell’equivalente est europeo della spuma di shampagna.
comunque ora che le frontiere si sono aperte siamo tutti più tolleranti e io tornerei ad occuparmi dei mali del mondo passato e presente prima che mi revochino la cittadinanza europea.
dunque abbiamo ancora una pioggia di fuoco, un’invasione di mosconi, la moria del bestiame, la grandine e cavallette.
ora per quanto ne so io al momento dal cielo piovono solo taralli e questo a riprova del fatto che le nostre auguste fronti sono tutte ornate da simpatici assemblaggi di corna più o meno grandi a seconda della predisposizione dei nostri affetti all’adulterio.
la proposizione riguardante l’invasione di mosconi è invece piuttosto arguibile. purtroppo la mia esperienza partenopea mi induce ad associare l’immagine del moscone a quella degli occhiali da sole che i giovani fredastaire di queste parti amano indossare al venerdì sera e d’altronde se ci atteniamo alla più vaga dicitura di bestie feroci che pure compare in alcuni testi ne abbiamo ben donde ché i ballerini napoletani un qualcosa di belluino pure ce l’hanno.
esuberanti puledri e incaloriti che non sono altro, e pure fastidiosi e voraci come le cavallette, quindi ci troviamo. provate a passare a via manzoni verso le cinque di un sabato mattina e chiedete un cornetto, vedrete il volto del banconista imperlarsi di sudore e grida strazianti levarsi dalle cucine dopo che per tutta la notte eserciti di affamati ribaldi si sono succeduti saccheggiando provviste che avrebbero altresì debellato il problema della fame nel mali.
parimenti la moria del bestiame si riferisce a quante vacche come me che in preda a un calo ipoglicemico si trovano appunto a transitare per la succitata cornetteria ed essere testimoni della furia insaziabile che li ha preceduti.
nella top three delle piaghe invece incontriamo:
una malattia cutanea colpì il popolo egizio
il buio immerse tutto l'Egitto per tre giorni di seguito.
morirono tutti i primogeniti, compreso il figlio del Faraone
ecco penso che forse queste ci mancano, a meno che non interpretiamo liberamente la malattia cutanea come herpes. nel qual caso io quello ce l’ho. lo sento, lui mi sta spuntando sul labbro, puntuale come la morte.
e perché? inutile domandarcelo: si tratta della Manifestazione del mio esaurimento nervoso.
sì perché io sono ufficialmente stremata. quattro mesi come questi non mi erano mai capitati tutti di fila.
oggi ho gettato la spugna: i miei nervi hanno issato bandiera bianca e ho rischiato l’annegamento in una valle di lacrime.
che sia questo il buio che mia nonna attende trepidante col il rosario in mano?
si perché sai quando si dice che più nera della mezzanotte non può venire? eh, io vorrei essere introdotta alla persona che ha messo in giro questa voce, presentargli i miei ossequi e poi azzeccargli, molto garbatamente, un paio di ceffoni.
dopo la mezzanotte può sempre arrivare l’eclissi di sole, l’inverno nucleare, l’esplosione di una supernova, un buco nero o la quinta dimensione. per quale motivo farla così semplice solo perché nove volte su dieci dopo la mezzanotte poi arriva il sole?
Terence per esempio, che mi vuole bene, si è subito premurato di dimostrarmi proprio l’esistenza di queste variabili inverosimili e come? giocando ai quattro cantoni. che saremmo io, lui, il portachiavi e una supposta ma ancora aleatoria terza concubina che è saltata fuori nel corso della Conversazione.
gli ho risposto va bene chè tanto lui mica è tipo l’uomo dell’anno, no lui “è uno così”, “io ho troppe cose a cui pensare” e poi la nostra è una “situazione potenzialmente perfetta”.
maria callas mi fa una pippa, e anche tutte le amiche di mariadefilippi che sognano di fare l’attrice.
è stata un’interpretazione magistrale, talmente verosimile che a un certo punto ho cominciato a crederci anch’io e mi sono detta che almeno non sono cornuta.
ma questo è tutto ancora da vedere.
peccato che oggi io sono una persona distrutta con due occhi gonfi che sembro una rana.
e anche notevolmente paranoica visto che competere non con una ma con due donne penso manderebbe in crisi un po’ chiunque.
perciò mi chiedo se a distanza di qualche centinaio di secoli non sia il caso di aggiornare l’elenco delle piaghe ed aggiungerne un’undicesima che sarebbe poi il genere maschile nella sua interezza (salvo jump e d.).
intanto che ci penso mi sono premunita di pop corn, coca cola e clinex.
dalla mia posizione privilegiata sul monte ararat dove ce la facciamo noi vittime dell’armageddon mi sparo lungometraggi drammatici uno dopo l’altro e frigno lanciando occhiate torve a quell’ autistico del mio cellulare, che ultimamente è più che mai affetto da mutismo.
quindi no: se l’undicesima piaga d’egitto ha colpito anche voi, semilasciticancello e thenotebook non sono la risposta. il lenzuolo potrebbe non bastarvi. credetemi.
quindi concedete il beneficio del dubbio ai vostri genitori e rubategli il sudoku dal comodino. lui vi aiuterà.

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