martedì 5 agosto 2008

m'è scappata di mano una recensione (valerio! meglio di così non mi è riuscita)


Supponiamo che un qualche Claudio Cecchetto del cinema vi proponesse di sceneggiare il remake di un film. Uno qualsiasi. Quale scegliereste? Dopo aver ringraziato lo sprovveduto, alla bislacca domanda io personalmente risponderei: BROKEN FLOWERS. Mo non so quante di voi lo abbiano visto, ma Broken Flowers è un film che merita attenzione, e non solo perchè c'è il ghostbuster. Io l'ho visto mesi fa e ancora ci sto pensando. Ossessione compulsiva? E vabè che è una novità?! Si sa che io poi prendo le fisse...
Certo non è una pellicola pluristellata dal Sior Mereghetti, ma ha le sue potenzialità. Broken Flowers è una pellicola versatile che vuole lanciarci un suggerimento. Non ha nessuna pretesa di originalità, men che meno di sperimentazione cinematografica che piace tanto ai pipparoli dei vari DAMS italiani, eppure ha qualcosa da dirti. Alla fine è una storia come un'altra. Ma all'occhio attento quel suggerimento nascosto potrebbe rivelarsi una miniera d'oro. E molto meno dispendiosa di una seduta dallo psichiatra.
La storia si riassume così: un uomo di mezza età viene lasciato dalla sua donna - l'ultima di una serie - dopo aver ricevuto una lettera nella quale gli viene comunicato, molto astutamente, che nonostante le precauzionio anni prima gli è scappato un pupo da una delle sue numerose ed intercambiabili ex. La cosa prima lo lascia indifferente, poi lo incuriosisce, infine solletica i sensi del suo vicino con il vizio di sherlock holmes che convince bill murray a prendersi una pausa da una vita di inedia per reincontrare cinque delle sue vecchie fiamme e così provare a carpire i segreti dei loro molli ventri e raccogliere informazioni sul fantomatico ragazzino. Tipo divinazione, diciamo. Il finale lascia un pò a desiderare; sorvolerei sulla miseria di quest'uomo che gira in macchina gli Stati Uniti guardandosi bene dall'imboccare la route 66 - perchè dopo una vita di eccessi a quanto pare mo ha deciso di fare bella figura col figlio - e li gira per il gusto di soddisfare una mera curiosità, tanto per scoprire se sto ragazzo gli somiglia o no e poi dimenticarsene di nuovo, insomma. Ma il punto non è questo.
Il suggerimento di Broken Flowers al quale ho pensato in questi mesi è: sulla soglia di un passaggio epocale che per è rappresentato da un tre e uno zero che si avvinghiano pericolosamente in un
terrificante abbraccio foriero di chissà quali mali è arrivato pure il momento di tirare un pò le somme. Una somma approssimativa, si capisce, però sì: vediamo in questi ultimi quindici anni a chi mi sono accompagnata, facciamo un pò di calcoli sulla mia passione per l'autolesionismo e cerchiamo di capire mo come sto messa. Se magari sono guarita oppure se, molto più facilmente, non sia peggiorata.
Direi che Broken Flowers presenta una formula esportabile. Chi di noi non ha almeno cinque scheletri nell'armadio? E quanti di questi scheletri sono degli scomodi e curiosi ex ragazzi che la dicono lunga su noi stesse?

Mo la vera sfida consiste nello sceglierne soltanto cinque. Con quali dei tanti avrei potuto, o peggio ancora voluto, fare un figlio?

La lista che ho compilato è un bestiario di tutto rispetto. Ma achtung! achtung! (che non so come si scrive) non è una classifica. L'ordine dei papabili paparini è casuale.


In principio fu Caronte: un personaggio splendido al quale ho dedicato svariati anni della mia adolescenza. Appassionato cultore di droghe leggere e pesanti, Carone mi ha traghettato senza che gli opponessi il minimo sforzo, verso la perdizione, salvo imbarcare sulla sua feluca numerose altre donnine e all'occorrenza i loro animali da compagnia. Così facendo Caronte ha reso la sua agile imbarcazione una versione moderna dell'arca di Noè: un carrozzone altamente variegato che avrebbe fatto impallidire il più recidivo dei mormoni. Ed è così che ho conosciuto il gusto agrodolce della poligamia.

Profondamente vessata dalle plurime avventure e insaziabili affezioni femminee di Caronte, tra le quali annoveriamo ex tossicodipendenti, tragedie familiari e denunce di vario genere - a diciotto annio ho pensato che l'avvento della maggiore età mi imponesse una pausa. E così dopo l'inferno di mezzo alla via, passando per un purgatorio popolato di anime più o meno insignificanti ma comunque di compagnia, è arrivato il paradiso e infatti ho incontrato il Santo. Il Santo mi si è accompagnato per un lungo anno nel quale a onor del vero gli riconosciamo che si è impegnato anima e corpo a riabilitarmi dalla dura esperienza di scugnizza - 'n cap a me - fatta con il precedente fidanzato. Con il Santo ho raggiunto sconosciute vette di purezza spirituale e anche un pò corporale dacchè versavo in un regime di avanzatissimo proibizionismo. Bandite droghe leggere e superalcolici pasteggiavo a coca cola e succhi multivitaminici che, a essere sincera, mi avevano anche aiutato a smaltire occhiaie e pancetta prematura. Ma proprio per questa fastidiosa abitudine di sottrarmi un pò qualsiasi divertimento, che fosse lecito o anche no, l'idillio con il sant'uomo non è poi durato. Parevamo troppo la famiglia cuore, che a diciannove anni non è ancora arrivato il momento.

Ma Caronte restava un incubo, la famiglia del Mulino Bianco invece un sogno mai sopito e allora dopo il santo sono rimasta nei piani alti e ho accolto il Mistico. Un uomo non del tutto votato alla regola benedettina ma comunque molto ben inquadrato nel giro dell'ora et labora. Un personaggio monastico ma come sanno esserlo solo gli abati: socievoli ma anche avvezzi a una certa rigidità di costumi và, mettiamola così. Una volta tornata a concedermi qualche piccolo piacere rimanevo dunque perplessa su questo caratterista da nome della rosa. Il problema del mistico infatti era uno e bello grosso: l'ascetismo si manifestava in camera da letto. Si capisce che in questo modo le mie fantasie materne erano oltremodo sacrificate, e buonanotte alle colazioni tutti insieme a base di saccottini. Talmente sacrificate che anziché condividere il talamo longitudinalmente una volta l'abbiamo condiviso per latitudine e io mi sono trovata a trascorrere una notte sotto il suo materasso in compagnia non già sua ma delle colonie di acari che abitavano la sua moquette. Di fronte a tale assoluto diniego per la mia persona fisica, manifestato anche da quell'arpia di sua madre, e prolungatosi tra le altre cose per parecchi mesi, non ho potuto che abbandonare l'asceta al suo destino di pugnette e rivolgermi, per contrappasso, alle promesse peccaminose del successivo, infernale personaggio.

Preda di un diavolo in corpo mai stato così sfrenato mi sono infatti lanciata tra le braccia del primo satanasso di passaggio che vorrei omaggiare del soprannome di Metallico. Bello e caro eh, più bello che caro in realtà, ma pure un pò stronzo. Uomo d'esperienza, omm e panz e pur 'e sustanz' se vogliamo, temprato a una durissima vita di maccaroni con la salsa, concerti hardcore e femmine tatuate con le decalcomanie delle patatine, il giovine si sentiva assai Hell's Angel. Salvo per l'abbigliamento che all'epoca invece lo collocava più sul piano un pò spurio del new metal/crossover/post punk. Appresso a lui io chiaramente mi ero trasformata in un ibrido mal riuscito di Dita Von Teese e Samantha Fox. Un pò madonna, un pò puttana, un pò la donna indispensabile, un pò l'amante tormentata, un pò la pupa del gangster. Un pò tutto e soprattutto molto idiota. Questo per dire in pratica che assecondavo tutte le fantasie di questo Lemmy Kilmister de noantri. Anni e anni di duri preparativi mi attendevano, per temprarmi alla vita da palco che ci avrebbe senz'altro atteso, però a un certo punto, a furia di aspettare, il metallaro ha cominciato pure ad arrugginirsi e a inquietarmi oltre misura. A sua discolpa aggiungo che non ci poteva fare niente: c'è chi la disegnano con il vestito rosso e le curve al posto giusto e chi nasce con un paio di corna sulla testa piuttosto ingombranti, rendendosi indigesto ai più. Avrebbe potuto fare qualsiasi cosa per nasconderle e trasformarsi in un brav'uomo, ma quando sulla strada è comparso Mr. Big niente e nessuno avrebbe potuto frapporsi tra me e il Principe Azzurro.

Amiche voi sapete chi è Mr. Big: Carrie ha saputo realizzarne una radiografia magistrale. Voi conoscete questa icona della virilità perciò non mi dilungherò a lodarne le molte e maschie virtù. Al cospetto di quell'uomo fantastico il satanasso è receduto nel suo abisso di maledizione insieme a tutte le sue concubine pittate e il nostro sogno della famiglia Osburne si è infranto per sempre. E' bastato uno sguardo e nella mia top of the pops non c'era che lui. Mr. Big. Da allora non ha mai più abbandonato la vetta della classifica. O per meglio dure l'ha abbandonata - perchè non dovete mai pensare che io a un certo punto non sia impazzita e non lo abbia lasciato - ma la sua presenza continua ad aleggiare lì sulla vetta, un pò come il fantasma di John Lennon per Paul McCartney, diciamo. Lui ha tracciato un percorso, lui ha cibato le farfalle nel mio stomaco,
lui ha mostrato la luce. Po' l'ha spenta e se n'è andato per sempre, lasciandomi in compagnia di svariati santi da bestemmiare nonchè cazzi amari da masticare.


Ma quella era un'altra vita. Pure Bill Murray alla fine se ne torna a casa a mani vuote. Un pò malinconico ma pure ottimista chè
a quanto pare il tuffo nel passato l'ha riportato in contatto coi suoi chakra.
Adesso io non lo so questi cinque che fine abbiano fatto. Carone sarà annegato in una pozza di ketamina, probabilmente. Il Santo sta per coronare il suo sogno sponsorizzato Buitoni, questo lo so per certo poichè la sua natura divina gli ha concesso di restarmi amico e continuare a volermi bene nonostante sia stato appeso per un eremita dal pisello moscio. Quest'ultimo per quanto ne so potrebbe essersi vaporizzato nell'aria e il mondo non ne sentirebbe molto la mancanza. Metallico avrà finito di fare la muffa e i pappici sopra o sotto a un palco, a meno che non abbia incontrato qualche maniaca della pulizia munita di guanto di vrine e Viakal, ma la vedo difficile perchè lui in realtà amava atteggiarsi a lupo della steppa solitario. E Mr Big? Lasciamolo nel mistero, ma conoscendolo starà rimpinguando gli annali del Beverly Hills 80100 che si consuma per i colli partenopei correndo appresso alle gonne di qualche femmina irresistibile, desiderado ardentemente di sciuparla se non strapparla, ma pensando già alla prossima e poi a quella dopo e a quella dopo ancora. Perchè se si chiama Mr. BIG un motivo ci sarà...

A parte la magra consolazione di essere sopravvissuta a questi ultimi quindici anni che fanno un pò la versione moderna della divina commedia non saprei dire come sto. Ma non credo molto bene perchè la (s)comparsa di questi figuri nella mia grama esistenza continua a non dare risposta ad alcune domande di alto valore strategico cosicché, per quello che ne so, le due metà del cielo continuano a guardarsi malamente in cagnesco. Allora ieri ho deciso di rispondermi da sola come gli autistici e ho cominciato l'impresa esumando la copia scolastica di un libro che inizia così: "[è] verità universalmente riconosciuta che uno scapolo in possesso di un buon patrimonio debba sentire il bisogno di prendere moglie". Dopo il primo rigo già mi sono angosciata di nuovo: dalla divina commedia tutto è uscito fuori meno che uomini celibi pieni di soldi.

1 commento:

Jim Troeltsch ha detto...

ti giuro, adesso mi impegno a fare i mijoni così ti assumo come blogger di corte e ti pago profumatamente ALMENO un blog a settimana.